Archive for giugno 2010

Corrispondenza… /2

giugno 23, 2010

—– Original Message —–
From: “Catherine” <diqohen@eco.pfu.edu.ru>
To: <info@…>
Sent: Wednesday, June 23, 2010 2:46 PM
Subject: risposta alla tua lettera

> Benvenuto!Voi bello uomo! Me come Il tuo profilo. Ho un sacco hobby.
> Io allegro, ragazza sincera.solo a me molto cucinare piatti diversi e per
> favore questo amici miei. Se si desidera prova, poi mi scrivi
> e-mail:renkagold@yahoo.com
> Sto aspettando il tuo pismo.Ya fiducioso che possiamo trovare interessi
> comuni. Sto aspettando le vostre immagini. Sinceramente,Regi…

Cara Regi,

ho saputo che hai mandato la stessa lettera, al mio collega Patrick.
Provo una profonda amarezza.
Regi, non è mia abitudine offendere le donne con termini che le paragonino
alle meretrici. Però, Regi, sei un po’ troia.
Con affetto.

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Regola della scrittura n. 56

giugno 18, 2010

Sei chiaramente in crisi creativa quando senti Wuthering Heigths e ti viene l’idea per un romanzo vittoriano con un fratello e una sorella che si odiano perché sono figli di stesso padre, ma di madri differenti e quindi ce l’hanno con l’altro e passano il tempo a urlarsi addosso e poi lei viene promessa in sposa a un altro nobilotto e lui non vuole e non si capisce perché e allora per spiegarlo i due SCOPANO – con la maiuscola,  perché non si parla di farsi fare un boccaciccio da una qualsiasi, ma si fa all’amore degli uomini come solo nei romanzi vittoriani si sapeva fare.

The Shield

giugno 17, 2010

Che essere Vic Mackey non è facile. Perché hai un figlio che soffre di autismo e lavori in un quartiere di inferno, con i tossici e gli spacciatori e le troie e i papponi e le gang. E per fare rispettare la legge, devi essere pronto a violarla, quella stessa legge. A chiudere un occhio, a fare accordi, a intascare bustarelle e a rubare soldi sporchi per il tuo fondo pensione.
Perché non sarai un poliziotto decoroso, avrai rubato e intascato bustarelle, ma intanto i casi li risolvi, i colpevoli li prendi, il quartiere lo tieni sotto controllo.
Ma intanto hai dei colleghi che hanno capito che non sei pulito e che il tuo capitano cerca di incastrarti, perché ha una carriera politica a cui pensare. E improvvisamente capisci che all’Ovile, così come nel distretto di Farmington non esistono il bianco e il nero. E’ tutto grigio, come te, ma ognuno è convinto di essere meno grigio degli altri.

La serie di The Shield è andata avanti per sette anni e ogni anno è stato all’altezza del precedente. Anche in momenti in cui pensavi che intervenisse la stanchezza, la serie di Shawn Ryan è filata giù liscia. Dura, cattiva, pessimista e tristissima. Una serie dove tutti farebbero di tutto per fregare quelli che considerano colpevoli di qualcosa – di crimini, di corruzione, di tradimento – e dove nessuno può esentarsi dal sentirsi in qualche modo sporco. Oltre a Vic e alla sua squadra – altri tre membri, a cui, alla fine, ci si affeziona da morire – ci sono i detective del reparto e il loro capitano, Aceveda, più tutta una serie di guest stars con i controcoglioni: tra gli altri Glenn Close e Forrest Whitaker.
La serie si recupera facilmente e merita di essere vista, perché è una delle migliori degli ultimi anni. Dopo la sua chiusura, niente ne ha preso il posto (per quanto Sons of Anarchy sembri in procinto di).

Don’t fuck with the social network

giugno 17, 2010

E’ qualche giorno che, leggendo Buzz e Friendfeed, penso che Internet ci ha messo in contatto. Tutti quanti. Persone che prima non si conoscevano e ora possono confrontarsi e sapere più dell’altro.
E da qualche giorno penso che, tutto sommato, di conoscervi non mi frega proprio un cazzo di niente.

Costituzione (for dummies)

giugno 17, 2010

Berlusconi – “L’architettura istituzionale scritta dai nostri padri risentiva del timore che ritornasse la dittatura. E quindi hanno spartito i poteri tra i diversi organi.”
No, dico, ‘sti stronzi.

Troppo tempo libero. Troppo.

giugno 16, 2010

Che quest’anno si celebra Guccini e qualcuno, su Friendfeed, ha ben pensato di stroncarne l’autorialità, affermando che le sue canzoni erano troppo lunghe.
I gucciniani l’hanno presa un po’ così e poi il thread è diventato un lunghissimo elenco di canzoni riassunte in una frase, partendo da Guccini e arrivando ovunque.
Io, qui sotto, metto le mie (e tra parentesi il titolo della canzone a cui ci si riferische, che su FF mica l’abbiamo fatto). Ma il thread è praticamente infinito, ci sono alcuni doppioni, ma è veramente divertente.
(more…)

Facciamo questo sacrificio

giugno 15, 2010

Se proprio non c’è nessun altro, la MGM e la Warner possono chiedermi di dirigere Lo Hobbit.

Invero…

giugno 15, 2010

La gente non sta bene. Affatto.

Luttazzi

giugno 11, 2010

Ma, stringi stringi, sono l’unico a cui da fastidio che le battute rubate facevano parte di spettacoli teatrali ai quali hanno partecipato spettatori paganti e che, quindi, i soldi sono stati fatti con il lavoro altrui (a loro insaputa, tra l’altro)?

Lettera aperta

giugno 9, 2010

Caro Signore del Suv,

(da adesso in poi: SS) non so se ti ricordi di me. Sono quel tizio che, stamani, stava per parcheggiare nel posto auto appena lasciato libero da una cara signora, prima che tu piombassi con il tuo catafalco a due piani, fregandogli il posto auto. Quello che ha dato un colpo di clacson e allargato le braccia, al quale hai risposto affacciandoti al finestrino e apostrofandolo con termini tipo “stronzo” e domande tipo “cosa cazzo vuoi?”. Quello che si è limitato a farti notare che era in fila per quel posto prima del tuo arrivo, supportato dalla signora di cui sopra, che è tornata indietro per dare man forte. Quello che hai mandato a fare in culo, dandogli del figlio di troia, mentre masticavi bile e lasciavi libero il parcheggio, sfrecciando via a velocità di norma proibite, in città.
Ecco, vorrei dirti che sebbene il nostro primo incontro non sia nato sotto i migliori auspici, io non te ne voglio. Non te ne voglio per avere cercato di fregarmi il parcheggio o per avere reagito con ignoranza e maleducazione, cercando di intimidirmi dall’alto del tuo sedile in pelle. Non te ne voglio neanche per avere attribuito a mia madre un mestiere che non le compete.
E credo di avertelo dimostrato quando, dopo essere schizzato via, con “vaffanculo” ancora sospeso nell’aria, in una improvida accelerazione dai zero ai 140 in meno di sei secondi, hai bruciato lo STOP e ti sei andato a spalmare su una BMW che veniva dalla traversa e che aveva la precedenza. Io, in quella occasione, non sono sceso a riderti in faccia, né ho fatto una foto con il cellulare. Però ho sorriso. Ma con affetto, caro SS. Affetto che è diventato smisurato, quando ti ho visto scendere, disperato, mentre avevi le mani tra i capelli e per la rabbia hai tirato un pugno sul cofano demolito della tua macchina.
Ti auguro una buona giornata.