Archive for luglio 2008

Varie ed eventuali…

luglio 25, 2008

1. Ma qualcuno si ricorda ancora di Napster?
2. I’m just a singer with a song, how can I try to right the wrong?  è una strofa che tutt’ora, pur riconoscendone la semplicità e la banalità, mi piace da morire.
3. Mi manca il mio periodo da fanzinaro. Di più: mi manca il circuito delle fanzine dei giochi di ruolo e non. Era un bell’ambiente di sani idioti che si divertivano a scrivere e chiacchierare tra di loro, creando una piccola corrente di pseudo-giornalisti ombra di quelli accreditati.
4. Un cliente mi ha tirato scemo per delle ore con l’aria condizionata che in camera sua non funzionava. Gli ho ripetuto per delle ore che per accenderla bastava premere il tasto vicino al lett. Lui ha ripetuto che l’ha fatto, ma che non funzionava. Quando sono salito in camera mi ha dato dimostrazione. Premeva il tasto dell’abat jour.

Un impegno concreto

luglio 23, 2008

Se il nuovo Batman è brutto, mi taglio le vene.

Nojo voulevons savoir…

luglio 21, 2008

La mia Dolce Metà ha chiamato Tobey Maguire “Tobèi Maghire”. Biscardi ha avuto un infarto dalle risate, dall’altra parte del mondo.

Piuttosto divorzia…

luglio 20, 2008

Il nuovo album di Carla Bruni è una palla pazzesca.

Facciamo che…

luglio 16, 2008

Facciamo che scrivo due righe criptiche, che sicuramente serviranno più a me che a te, che di certo non capirai e neanche ti sorgerà il dubbio che magari sto parlando proprio di te?
Facciamo che ci pensiamo su un attimo, ci si guarda in faccia e si cerca, dietro le rughe e i primi capelli bianchi, di ritrovare quella persona con cui si stava così bene?
Facciamo che magari domattina ti alzi, ti guardi allo specchio, ti lavi i denti, respiri l’ultima aria fresca della giornata, prima che la caldana estiva spazzi via ogni cosa, e pensi che sì, cazzo, ho fatto degli errori anche io, ma che mai in malafede e comunque, certamente, non verso di te?
Facciamo che dopo che l’hai detto a te e a me, magari cominci anche a crederci?
Facciamo che, chissà, forse, magari, ti fermi un secondo e ragioni sul fatto che se qualcuno si è allontanato, tra noi due, quella persona sei tu? Mentre io mi ritrovo a fare la tartaruga che insegue la lepre?
Facciamo che indietro non si torna, certo, ma che tutto sommato non siamo mica andati avanti e che là dove eravamo, stavamo più che bene, alla fin fine?
Oppure facciamo che si continua così, se è quello che preferisci, figuriamoci. Però facciamo anche che io smetto di inseguirti, mi siedo da una parte e mi dedico ad altro.

Burn, baby, burn…

luglio 16, 2008

In America si sta svolgendo l’E3, la kermesse leader nel campo dei videogiochi. Le maggiori case produttrici stanno presentando i prodotti dell’anno prossimo, con sfarzo e conferenze stampa, al mercato e ai giornalisti presenti.
Un tempo l’E3 era considerato uno degli eventi più importanti del mercato ludico, ora è in fase calante e uno dei motivi principali, incredibile a dirsi, lo si riscontra nel taglio al personale in costume e non; cosa, questa, che metteva in fila una serie di gnocche da paura vestite da elfette o anche semplicemente in bikini. Da un paio di anni è stato dato un taglio a questo lato folkloristico, per dare maggiore risalto a quello giornalistico del settore e, credo, per placare le polemiche sulle brutte influenze dei videogiochi – certo che se ogni personaggio femminile lo vestono come una pornostar, mi pare inutile, ma tant’è…
Comunque il lato più bello della fiera, quest’anno, è stato l’annuncio della Microsoft secondo il quale Final Fantasy XIII andrà a finire anche sulla console di casa Gates, lasciando così al palo l’esclusività della Playstation 3, uno dei pochi motivi di vanto della macchina della Sony.
Le reazioni di sorpresa sono state molteplici. Ma mai quanto il delirio che ha seguito l’annuncio presso gli utenti di una PS3; sul forum ufficiali sono stati aperti decine di thread di insulti e urla contro la casa giapponese per il fattaccio. Gente che minaccia di non comprare mai più niente che porti il marchio Sony, utenti che stanno per gettare la console fuori dalla finestra, minacce di morte e scene di disperazione di massa.
E’ un mondo magnifico, quello in cui viviamo.
P.S. Intanto la fiera è molto criticata per la povertà di novità offerte e perché ogni presentazioni di case di videogiochi e di case produttrici sta diventando il festival del pompino autoinferto.

Pugno! Arimo! Rialzo!

luglio 16, 2008

Il 23 Aprile 2004 segnalai, sul vecchio blog, che la Lega aveva fatto depenalizzare il reato di tortura. Era ritenuta tale solo se reiterata.
Uno dei motivi per le blande sentenze di Bolzanetto è che la tortura non è considerata penalmente punibile nel nostro paese.
E’ strano come tutto torna, vero?

Off these bad times I’m going through just dance

luglio 11, 2008

Ma siccome arriva il week end e ci si rilassa e diverte e ci si svaga prima del ritorno al lavoro, non mi va di lasciarvi con le tristi vicende deandreaiane nelle orecchie.
Quindi tutti qui, ad ascoltare Jason Kay, a dimenare il sedere e a ballare come dei pazzi disperati, che altro non ci resta che ballare. E qui ad ascoltare i Wild Cherry, che non ci resta altro che suonare il funky. Buon fine settimana a tutti.

L’ultima volta che sono stato qui mi ha preso la saudade, eppure ero felice…

luglio 11, 2008

Che siccome fa caldo e il mio ultimo post ha causato qualche reazione indignata di troppo, passiamo all’ultimo meme che gira per i blog – io ho letto qui, qui e qui. Già ne parlai in un post del vecchio blog , ma essendo blog fatto a mano non posso linkarlo direttamente. Ma essendo che lì indicai tutta una serie di motivetti più o meno tristi – perché di questo si parla, della canzone più triste in assoluto – io stavolta mi devo sbilanciare e indicare la vincitrice. Ecco, per me la canzone più triste in assoluto tra quelle che conosco è La ballata dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè. Una struggente melodia che accompagna la fine di una storia d’amore, senza che nessuno abbia il coraggio di dirselo, mentre si invecchia, si diventa taciturni, ci si tradisce. Una roba tristissima, tanto che mi sto deprimendo pure mentre ve la racconto, figuratevi un pò.
A voi per la segnalazione delle vostre canzoni, nei commenti o nei vostri blog o nei foglietti che avrete lasciato come ultimo messaggio dopo esservi impiccati perché l’avrete ascoltata una volta di troppo…

Draw a line (if you like the pussy)

luglio 10, 2008

Ci sono due cose da cui partire, che credo siano importanti.

La prima è che la Guzzanti è ormai afflitta da un livore non molto differente da quello che ha colpito altri prima di lei, tipo Ferrara, Sgarbi, Feltri o Belpietro.
Il suo salta subito all’occhio per diversi motivi, perché è una donna e da una donna non ci si aspetta che parli di pompini e tutta quella rabbia – perché siamo rimasti fermi a Nilde Iotti, noi – e perché a sinistra si è visto raramente qualcuno che colpisce con tanta forza e tanta rabbia l’oggetto del proprio malanimo. Anche Luttazzi, che non è propriamente un piccolo Lord quando ci si mette, di solito tiene un atteggiamento irrispettoso, ma con dignità e classe, come se quello che sta dicendo non lo colpisse più di tanto.
Resta il fatto che sono uno di quelli che è rimasto infastidito dalle parole di Sabina Guzzanti, più che altro perché non penso ce ne fosse bisogno. Ma viviamo in un paese dove da anni i leader politici – di destra – esaltano il proprio avercelo duro, fanno battute da trivio sulle donne che lo circondano, danno di gomito al primo ministro olandese suggerendogli di diventare l’amante della moglie, non perdono occasione per fare commenti su giornaliste e soubrette. Se una donna parla del presidente del Consiglio in certi toni, alla fine, non possiamo fargliene una colpa. Ha imparato da lui questo genere di arte oratoria.

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