Archive for the ‘Tutti i giorni’ Category

C ya!

novembre 22, 2010

Questo blog e il sottoscritto si prendono un periodo di pausa. Qualcuno mi ha fatto presente che i miei ultimi post erano sia deliranti che preoccupanti. Mi rendo perfettamente conto che volevano essere entrambe le cose (ma non volevo fare preoccupare voi, quanto me stesso).
Ho decisioni da prendere e cambiamenti importanti da fare, nella mia vita. Non voglio neanche mentire a nessuno: quando sarà tutto finito non so se questo blog verrà riaperto (francamente non sono neanche tanto sicuro che alcuni di voi saranno ancora parte della suddetta vita, ma ‘sti cazzi).
Ma poiché sono un allegrone e questo blog si è sempre basato sul reciproco rispetto, vi lascio con beneaugurante e spiritosa immagine di commiato (e sì, i commenti sono chiusi. Se avete qualcosa da dire, sapete dove trovarmi).
A presto, spero.

Abre los ojos

novembre 9, 2010

Qualcosa non va /7

ottobre 1, 2010

Qualcuno è arrivato sul mio blog cercando su Internet “chi invento il bondaje”.
(comunque non lo so. Un romano con molta corda?)

Pwned

agosto 23, 2010

Che in merito al post qui sotto, ha trovato la perfetta sintesi Snoopy (come sempre, aggiungerei).

via Friendfeed

10 cose da fare a Bologna (quando non sei morto)

agosto 23, 2010

1. Riprendermi dalle vacanze. Troppo brevi. Troppo movimentate. Fisicamente impegnative. Mentalmente riuscite a metà.

2. Riprendere il pugilato, appena la palestra riapre. Mangiare meno. Perdere peso. Smetterla di placare lo stress con i dolci, che tanto non placano niente e rischio di diventare obeso.

3. Ricominciare a scrivere. Scadenza di due mesi per un nuovo romanzo, poi rimettere a posto il penultimo.

4. Mandare in giro la propria roba. Basta limare, aggiustare e tutto il resto. Inviare e cercare di sfondare il muro.

5. Fare lavoretti in casa. Mettere maniglie ai pensili, finire di stuccare il parquet, fare tutte quelle cosette rognose che vanno fatte o la casa sembrerà eternamente incompleta.

6. Ricominciare a lavorare sulla routine di close up. Aggiungere i nuovi passaggi, levare quelli che mi convincono meno, riorganizzare lo speech, eseguirlo davanti a un pubblico di maghi e sentire pareri.

7. Cominciare a esibirsi. Trovare serate, feste e quant’altro dove mettersi alla prova con un pubblico vero. Non importa se pagati poco o nulla, si cerca di crescere, non di arricchirsi.

8. Finire Red Dead Redemption. E che cazzo. Sono tre mesi, che ci gioco.

9. Risparmiare. Meno spese, più ragionate, rimettere a posto i conti dopo la botta dell’acquisto della casa per non sentire l’ansia ogni volta che arriva un imprevisto (che negli ultimi otto mesi ce ne sono stati parecchi).

10. Disattendere le buone intenzioni.

Strindberg in Sardinia

agosto 21, 2010

Ho scoperto che mio padre mente a mia madre.
Le mette un po’ di colorante nel risotto allo zafferano, a sua insaputa, anche se lei non vuole.

Po-po-po-po-ker feis…

luglio 5, 2010

Glee, per chi non lo sapesse, è una serie TV molto carina. Successone dell’anno, parla di un coro scolastico composto da gente profondamente disturbata e del loro tentativo di uscire dal ruolo di perdenti della scuola, per diventare – se non famosi – almeno considerati normali. Ogni puntata prevede una serie di cover di canzoni più o meno famose, l’utilizzo di un sacco di vocoder e alcune gag notevoli – merito, soprattutto, di alcuni personaggi azzeccatissimi, come l’allenatrice delle Cheerleader Sue Sylvester o la meravigliosamente stupida Brittany.
Una delle puntate a tema era dedicata a Lady Gaga e c’è un’azzeccata versione unplugged di Poker Face
E c’è chi la rifa e si mette su YouTube. (a me fa morire che si sono messe in tiro) (e lo sguardo sbarazzino verso la telecamera) (e, soprattutto, il poster del belloccio appeso alla porta, sul fondo).

Corrispondenza… /2

giugno 23, 2010

—– Original Message —–
From: “Catherine” <diqohen@eco.pfu.edu.ru>
To: <info@…>
Sent: Wednesday, June 23, 2010 2:46 PM
Subject: risposta alla tua lettera

> Benvenuto!Voi bello uomo! Me come Il tuo profilo. Ho un sacco hobby.
> Io allegro, ragazza sincera.solo a me molto cucinare piatti diversi e per
> favore questo amici miei. Se si desidera prova, poi mi scrivi
> e-mail:renkagold@yahoo.com
> Sto aspettando il tuo pismo.Ya fiducioso che possiamo trovare interessi
> comuni. Sto aspettando le vostre immagini. Sinceramente,Regi…

Cara Regi,

ho saputo che hai mandato la stessa lettera, al mio collega Patrick.
Provo una profonda amarezza.
Regi, non è mia abitudine offendere le donne con termini che le paragonino
alle meretrici. Però, Regi, sei un po’ troia.
Con affetto.

The Shield

giugno 17, 2010

Che essere Vic Mackey non è facile. Perché hai un figlio che soffre di autismo e lavori in un quartiere di inferno, con i tossici e gli spacciatori e le troie e i papponi e le gang. E per fare rispettare la legge, devi essere pronto a violarla, quella stessa legge. A chiudere un occhio, a fare accordi, a intascare bustarelle e a rubare soldi sporchi per il tuo fondo pensione.
Perché non sarai un poliziotto decoroso, avrai rubato e intascato bustarelle, ma intanto i casi li risolvi, i colpevoli li prendi, il quartiere lo tieni sotto controllo.
Ma intanto hai dei colleghi che hanno capito che non sei pulito e che il tuo capitano cerca di incastrarti, perché ha una carriera politica a cui pensare. E improvvisamente capisci che all’Ovile, così come nel distretto di Farmington non esistono il bianco e il nero. E’ tutto grigio, come te, ma ognuno è convinto di essere meno grigio degli altri.

La serie di The Shield è andata avanti per sette anni e ogni anno è stato all’altezza del precedente. Anche in momenti in cui pensavi che intervenisse la stanchezza, la serie di Shawn Ryan è filata giù liscia. Dura, cattiva, pessimista e tristissima. Una serie dove tutti farebbero di tutto per fregare quelli che considerano colpevoli di qualcosa – di crimini, di corruzione, di tradimento – e dove nessuno può esentarsi dal sentirsi in qualche modo sporco. Oltre a Vic e alla sua squadra – altri tre membri, a cui, alla fine, ci si affeziona da morire – ci sono i detective del reparto e il loro capitano, Aceveda, più tutta una serie di guest stars con i controcoglioni: tra gli altri Glenn Close e Forrest Whitaker.
La serie si recupera facilmente e merita di essere vista, perché è una delle migliori degli ultimi anni. Dopo la sua chiusura, niente ne ha preso il posto (per quanto Sons of Anarchy sembri in procinto di).

Don’t fuck with the social network

giugno 17, 2010

E’ qualche giorno che, leggendo Buzz e Friendfeed, penso che Internet ci ha messo in contatto. Tutti quanti. Persone che prima non si conoscevano e ora possono confrontarsi e sapere più dell’altro.
E da qualche giorno penso che, tutto sommato, di conoscervi non mi frega proprio un cazzo di niente.