Archive for aprile 2008

Bon et bien…

aprile 30, 2008

…io vado.
Out fino a martedi 6.
Buona vita a tutti.

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Consoliamoci…

aprile 28, 2008

MSN

aprile 28, 2008

Zen: “Ora sto scrivendo un racconto lungo; un noir ambientato a Nuoro.”
Tomo: “Come si intitolerà? Nuoir?”
Adoro quel ragazzo.

Shhh… Canta Napoli…

aprile 27, 2008

Renato Carosone nasce a Napoli – perché checchè si possa dire o pensare, tanto bellissima musica italiana nasce a Napoli – e si diploma in pianoforte all’età di 17 anni. La svolta nella sua carriera musicale avviene con una tournè in Africa, dove viene ingaggiato come direttore d’orchestra e dove, successivamente, farà il pianista, prima di riassumere il ruolo precedente.
Il paese straniero e il contatto con altri stili musicali, influenzano pesantemente Carosone, che comincia a creare un suo stile personale. Al rientro in Italia, però, non è conosciuto, è un musicista come gli altri e quindi ricomincia la gavetta. Forma il Trio Carosone, ingaggiando Peter Van Wood alla chitarra – quello che poi diventerà una delle macchiette che Fazio riesumerà a “Quelli che il calcio” – e Gegè Di Giacomo, batterista e suo fedele compagno di avventure per gli anni a venire.

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Kathy Bates era sanissima, in confronto

aprile 21, 2008

La mia Dolce Metà si è comprata la macchina. Oggi ha versato l’anticipo. Una Grande Punto taldeitali sulla quale non mi soffermo, che ne capisco poco e me ne interesso ancora meno.
Solo che è tutto il giorno che ride come una pazza isterica. Ora è qui in casa che gira per il salotto, tipo tossico in astinenza, e chiede a chiunque telefoni o passi su MSN se gli piace la Grande Punto.
Non più di un minuto fa ha fatto il gesto della D-Generation X a qualcuno di non ben precisato, poi si è fermata, si è guardata intorno e ha esclamato: “Vado a raccontarlo a mio zio!” ed è corsa fuori di casa.
Ecco, non so come andrà a finire tutto questo.
Ma se non dovessi postare più sapete perché e sappiate che vi ho voluto tanto bene.

Il dubbio…

aprile 20, 2008

“I comunisti cattolici, mangiano i bambini di Satana?” – Garion –

Cade la pioggia, ma che fa…

aprile 17, 2008

Come spendere il tempo, quando il clima ti tiene chiuso in casa. Lo si perde.

31 film / 24

aprile 16, 2008

Blues Brothers (1980; John Landis)

“SHAKE YOUR MONEYMAKER”
Performed by Elmore James

“LET THE GOOD TIMES ROLL”
Performed by Louis Jordan

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31 film / 23

aprile 16, 2008

Ritorno al futuro (1985, Robert Zemeckis)

Come si fa a non amare la DeLorean? O George McFly che dice “Sono il tuo delfino. Cioè. Destino”?
Ritorno al futuro è una bomba a orologeria che funziona dal primo all’ultimo momento, senza se, senza ma. Micheal J. Fox entra nella storia come l’adolescente che, in fin dei conti, un pò tutti avremmo voluto essere. E poi inventa il Rock’n’roll, per la miseria. Quando lo vedi far ballare tutti quanti con Johnny B Goode, vorresti essere al suo posto. E gli anni ’50 non saranno mai più fichi di così.
Se non avete un pezzo di ghiaccio al posto del cuore, non potete non amare questa pellicola e gioire e ridere ed emozionarvi in ogni singolo momento, grande Giove.

Topolino non ha fissa dimora

aprile 16, 2008

Una cosa che è stata sempre riconosciuta ai fumetti Marvel è la continuity. L’Uomo Ragno oggi bacia Mary Jane e nel prossimo numero è bello barzotto e pronto per il petting.
Mister Fantastic questa puntata evade le tasse, tra dieci numeri si trova il fisco in casa.
I fumetti Disney non hanno tutto questo. Non che manchi completamente, ci sono tutta una serie di personaggi ricorrenti che a volte ritornano, riallacciandosi a puntate precedenti – penso alla saga della “Spada di Ghiaccio” di Topolino, per dire – e creando un minimo di continuità, ma questo elemento manca nelle sue infinite sfacettature e nei minimi particolari. Paperino oggi mangia i broccoli, mentre domani gli faranno schifo. Pippo vede i draghi e combatte accanto ai maghi, ma si rifiuta di credere alla magia, se Nocciola cerca di convincerlo. Paperoga a volte è intelligentissimo, a volte è uno strafatto di crack.
Si potrebbe obiettare che il pubblico a cui è diretto Topolino non presta attenzione a queste cose. O che non è richiesta. Ma ammetto di averla sempre trovata straniante, che mi pare impensabile che la Numero 1, il corvo di Amelia e poche altre cose siano le uniche costanti di una letteratura ultradecennale.
Di più, portando un pò all’estremo questo ragionamento mi viene da pensare che non conosciamo il vero Topolino o il vero Paperino, trannè che per i loro lati archetipici – il coraggio del primo, la pigrizia e l’irascibilità del secondo. Sono entrambe figure che non è possibile inquadrare a pieno, visto la mancanza di punti di riferimento costanti. Il che, forse, è l’ideale per figure che sono più mitologiche che semplicemente narrative.

P. S. Ovviamente Lupigi è invitato a correggermi, nel caso sbagliassi.