Archive for maggio 2009

After Zen /6

maggio 26, 2009

(continua /5)

– Allora, perché sorridi?
Gesù non si scompone.
– Perché sono la rappresentazione stessa dell’amore universale.
– OK. E perché sorridi?
– E per quale altro motivo dovrei sorridere, a parte il fatto che il mio amore è sconfinato e puro?
– Non lo so. Perché ti serve un favore, forse?
Smette di sorridere di colpo e scrolla le spalle.
– Sì, in effetti, ora che mi ci fai pensare.
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Il bivio…

maggio 26, 2009

…e non sapere da che parte girare.

Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono?

maggio 26, 2009

Qualcuno si interroga sui simpatici consigli dispensati dalle Sacre Scritture.

Holy shit…

maggio 20, 2009

Immaginate di vivere con vostro fratello. E di non avere gli stessi gusti musicali. Immaginate che vostro fratello compri CD. E li ascolti. Di continuo. Incessantemente. Lo stesso CD che gira quasi ininterrottamente nello stereo. E tu che non fai altro che sentire musica che odi. E quando fai presente che, ecco, ha rotto i coglioni, lui scrolla le spalle e risponde “A me piace”.
Poi vostro fratello si trasferisce in Belgio.
E andate a vivere con una ragazza.
E da tre giorni in casa non fa altro che risuonare questo.
Holy shit.

Varie ed eventuali…

maggio 18, 2009

Che poi uno si chiede, guardandosi intorno, se prima dell’esistenza di Internet fossimo tutti così stronzi – che metto il plurale, ma è chiaro che non parlo di me, vero? Sì, lo so sono presuntuoso. Sì, me lo avete già detto – e se avevamo il coraggio di urlare le nostre convinzioni e le nostre idee in faccia agli altri con la stessa arroganza e convinzione.
Per dire: quanti di noi salivano sull’autobus e si mettevano ad arringare la folla su quanto siano patetici i nerd o quanto sia meglio Linux piuttosto che Windows o di quanto faccia schifo il nuovo Stra Trek e ha tradito lo spirito di Roddenberry e vergognati te che ti piace quello nuovo che non hai capito un cazzo – sì, OK, mio fratello avrebbe arringato su Linux anche prima, è vero – ?
Quando si parlava di Internet, il termine più comune era “libertà”. Niente confini,  niente limiti, nessuna proprieta intellettuale. Le idee avrebbero viaggiato libere per la Rete, permettendo a ognuno di dire la propria e di essere ascoltato.
Ecco, forse il problema stava proprio qui. Che anche l’ultimo degli idioti ha modo di raggiungere un podio e urlare quattro fregnacce al vento.
Capiamoci: se Internet ha dato a tutti la possibilità di esprimersi, non ha cambiato il modo di ascoltare. Se un cretino salisse sull’autobus e sputasse sentenze sull’arte contemporanea, probabilmente, lo ignoreremmo. Ecco, la stessa sana abitudine la si tiene in rete e amici come prima.
Quello che mi lascia sempre perplesso – e mi fa un pò sorridere – è come la Rete abbia amplificato l’aggressività di noi tutti, aiutata dallo stare dietro lo schermo e a kilometri di distanza dal nostro interlocutore. Alcuni si sono creati un personaggio – tipo me che vi do degli stronzi. Mica lo intendo veramente. Cioè un paio di voi sì, eh? Per la precisione tu, tu e anche tu. E pure tu,  – altri ci credono veramente. Poi, quando li incontri dal vivo, sono persone amichevoli, che ti abbracciano, ti fanno le feste e gli si legge negli occhi che stanno pensando “Oh, sarai mica così stupido da farmi il muso per averti dato del cerebroleso sul mio blog, vero?”.
Ecco, forse alla fin fine quello che mi infastidisce maggiormente di tutto questo, è l’assoluta incapacità di tenere una posizione della gente che ama essere odiata su Internet. Quando ci incontriamo, trattami male  e disprezzami. Facciamo a cazzotti, se proprio serve. Ma almeno resta fermo sui tuoi solidi principi. Altrimenti resti fondamentalmente una persona triste e che è la prima a non credere in ciò che dice.
E pure un pò stronzo, ovviamente.

After Zen /5

maggio 12, 2009

(continua /4)

Gesù si ferma e mi guarda, sorridente. E’ il sorriso più pacifico e radioso che abbia mai visto. E’ come se nessuno mi avesse sorriso, prima di questo momento. Come se contenesse tutti i sorrisi del mondo, da quando Dio l’ha creato. Come se nessun potesse mai più sorridere, dopo questo sorriso.
– Mi stai per tirare una fregatura, vero? – chiedo.
– Fregatura? Che tipo di fregatura?
– Non lo so. Ma non mi piace il tuo sorriso – affermo, osservandolo con attenzione.
– Il mio sorriso? Non ti sembra pacifico? Non ti sembra come se nessun altro ti avesse mai sorriso così?
– Eh sì. Per questo temo l’inculata.
C’è un riverbero pazzesco. La parola “inculata” risuona con effetto eco, amplificato al massimo, roba che potrebbe venire giù una montagna, a causa delle vibrazioni.

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Riflessioni… /6

maggio 8, 2009

Nata di marzo, nata balzana, casta che sogna d’ esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te,
ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri, quei quattro stracci in cui hai buttato l’ ieri,
persa a cercar per sempre quello che non c’è…

Riflessioni… /5

maggio 8, 2009

She said it’s cold
It feels like Independence Day
And I can’t break away from this parade
But there’s got to be an opening
Somewhere here in front of me
Through this maze of ugliness and greed

Riflessioni… /4

maggio 7, 2009

Dance, nothing left for me to do but dance,
Off these bad times I’m going through just dance
Got canned heat in my heals tonight baby

Riflessioni… /3

maggio 7, 2009

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.