Archive for the ‘31 film’ Category

31 film /31

settembre 30, 2009

Qualcosa è cambiato (1997; James L. Brooks)

Nicholson è capace di fare dei film meravigliosi. Soprattutto è capace di rendere meravigliosi anche film tutto sommato modesti. Qualcosa è cambiato non è bruttissimo, per carità, diciamo che non ha un’idea di fondo particolarmente originale, questo sì. Ma poi arriva Jack e comincia a saltellare quando cammina per strada, cercando di non toccare la gente, e si lascia andare a una serie di idiosincrasie pazzesche che ti fanno passare dalle risate alla tristezza in un battito di ciglia.
E l’affetto del suo personaggio per il suo tavolo fisso e per la cameriera che lo serve, perché ne ha bisogno per vivere bene è quanto di più straniante e comprensibile ci sia al mondo – io, per dire, se vado spesso nello stesso posto, ho la tendenza a sedermi sempre nello stesso punto, a meno di impedimenti.
I personaggi di contorno, tra Greg Kinnear e Helen Hunt sono molto carini e si ha l’occasione di rivedere Cuba Gooding Jr., che un giorno capirò se è solo stato sfortunato, dopo l’Oscar per Jerry Maguire, o se è stato uno dei più clamorosi errori dell’Academy.

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31 film /30

settembre 30, 2009

Arma Letale 2 (1989; Richard Donner)

Prendo quello di mezzo – sì, sì, il quarto lo ignoro proprio, guardate… – perché è la giusta sintesi tra il primo (più drammatico) e il terzo (più baraccone).
La trilogia di Arma Letale non è solo un buon esempio di film d’azione, ma è un film scritto divinamente sotto un sacco di punti di vista: ritmo e dialoghi, su tutti. Riggs è un gran figo. E c’è Patsy Kensit, sexy come non mai. E la pubblicità del preservativo dela figlia di Roger. E Murtaugh e il suo “sono troppo vecchio per queste stronzate” – che ha anche creato una puntata notevole di How I met your mother.
Shane Black, creatore dei personaggi e soggettista della pellicola, lasciò il film quando gli studios si rifiutarono di far morire Riggs nel finale, come da lui scritto. Da un lato dispiace, dall’altro ci ha dato un terzo capitolo notevole. Ma anche un quarto abbastanza bruttino. Sono troppo vecchio per queste stronzate.

31 film /29

settembre 13, 2009

Il cavaliere oscuro (2008; Christopher Nolan)

Parlare bene di questo film, dopo la morte di Heath Ledger, è come parlare bene della Gioconda.
Però resta il fatto che si tratta veramente di un grandissimi film. Un noir prestato al mondo dei super eroi, dove quello in costume è solo un’altra faccia pulita, una delle poche, di una città corrotta e apparentemente persa. Assieme a lui uno dei pochi poliziotti onesti e l’unico procuratore distrettuale che intende veramente combattere il crimine.
Il cavaliere oscuro è un film di emozioni sommesse che riemergono inarrestabili e che non si possono fermare. Potrò tornare a una vita normale? Potrò fermare tutto questo? Potrò sconfiggere il crimine e dare alla città un’esistenza decente?
E dall’altra parte il crimine che dilaga, la disperazione che diventa la leva su cui agire per il controllo.
E in mezzo il chaos. Il Joker. Che dopo questa rappresentazione non può rimanere la macchetta inquietante, ma camp, del fumetto e di quello interpretato da un Nicholson al solito istrione, ma comunque troppo piacione e compiaciuto.
E alla fine si rimane con il fiato mozzo e ci si rende conto che, forse, qualsiasi autore di fumetti di super eroi ha sempre desiderato scrivere una storia che desse questo genere di emozioni. Ma che pochi, pochissimi, ci sono riusciti e che, ironicamente, è stato uno sceneggiatore cinematografico a riuscirci.

31 film / 28

gennaio 23, 2009

Jurassic Park (1993, Steven Spielberg)

Non avrei mai pensato di inserire questa pellicola, in questa lista, perché ha tanti dei difetti che imputo a Spielberg e che, ultimamente, mi ha messo in rotta con il regista di Cincinnati. Ha quegli insopportabili ragazzini spielberghiani, tutti urli e smorfiette, e ha la tendenza all’happy ending un pò becero e facilone più qualche scena assolutamente insopportabile nella sua esagerata e cartoonesca realizzazione – i bambini che sfuggono ai velociraptor nelle cucine, per esempio.
Però ha anche una delle ultime colonne sonore veramente belle di John Williams, prima che cominciasse a riciclarsi.
Ma soprattutto mi ricordo ancora di quel giorno in cui andai a vederlo al cinema. Per mesi avevamo sentito parlare di quei dinosauri rifatti in CGI e per giorni avevamo visto in TV sempre le stesse scene, nei servizi che parlavano del film: i protagonisti davanti a un Brontosauro, sullo sfondo. Ho sempre reputato che si trattasse di una ricostruzione classica: personaggi ripresi davanti a schermo verde, sul quale veniva poi appiccicata la costruzione al computer. I dinosauri potevano anche essere fatti bene, ma dov’era l’innovazione? Dov’era la novità?
Poi c’è un T Rex che ribalta una macchina con il muso e la rigira e fa una cosa che all’epoca mi apparve pazzesca e che, giuro, mi lasciò a bocca aperta, con i brividi. E’ stata l’ultima volta che ho visto degli effetti speciali capaci di stupirmi in questo modo, da allora non c’è stato altro che mi ha colpito allo stesso modo. E’ stata l’ultima volta che ho avuto la sensazione che il cinema fosse capace di farmi vedere qualsiasi cosa. E per questo, tutt’ora, guardo questo film con affetto smisurato.

31 film / 27

gennaio 23, 2009

The Prestige (2006, Christopher Nolan)

C’è tutto un mondo, dietro il film di Nolan, che può essere percepito e amato solo da chi si intende di magia. Solo chi ama l’esercizio che c’è dietro ogni trucco, dietro ogni spettacolo, può capire l’ossessione di due uomini per quello che sembra un banale gioco di una persona che scompare in un punto e riappare in un altro. Si tratta della bellezza che c’è, quando eseguite un trucco di magia, lo sguardo negli occhi degli spettatori – stupore, fastidio, ammirazione, curiosità – e il brivido quando c’è il momento del prestigio e anche voi, per una frazione di secondo, vi chiedete se ha funzionato o no.
E poi, per tornare al film, c’è la regia, la storia, attori semplicemente in stato di grazia. Ma soprattutto tanto amore per la prestidigitazione, che è una delle arti più belle della storia del mondo.

31 film / 26

agosto 9, 2008

Il settimo sigillo (1957, Ingmar Bergman)

E per la serie “Zen parla di film noiosi” ecco a voi Il settimo sigillo. Che non è affatto noioso e, soprattutto, è magnifico.
Quando lo vidi per la prima volta, ero convinto che sarebbe stata una palla pazzesca. E invece mi sono bevuto tutto il film come acqua fresca, stregato, senza mai riuscire a staccarmi dallo schermo. La storia del cavaliere che sfida la Morte alla partita di scacchi, pur conscio che perderà, ma desideroso di prendere tempo; la figura dello scudiero; gli echi di Kierkegaard e della tematica sulla disperazione e dell’esistenzialismo…e poi, diciamocelo, ha un cast composto da gente che si chiama Gunnar Björnstrand o Bengt Ekerot! I nomi nordici suonano tremendamente cazzuti anche quando sono l’equivalente italiano di Teresino.
Non è un film facile, per carità, e la Bedelia che è in tutti voi vorrà farlo ricolorare al computer, perché è in bianco e nero. Ma resta un’opera sublimemente epica e spietata e incredibilmente avvincente, pur con tutti i suoi difetti e limiti – siamo onesti: lo si guarda due o tre volte e poi si può chiudere lì, eh? Lasciate stare che io sono un maniaco e me ne sono procurato una copia.

31 film/ 25

agosto 3, 2008

Senza esclusione di colpi! (1988, Newt Arnold)

Primo ad aprire una piccola serie di due – tre titoli action anni ’80, questo è il miglior film di Jean Cluade Van Damme e, tout court, di arti marziali.
Sebbene parta dall’idea base di I tre dell’Operazione Drago – il torneo di arti marziali cruento e senza regole – non persegue la sotto trama spionistica del film di Bruce Lee, pur essendone debitore in un’infinità di modi. Compreso l’utilizzo di Bolo Yeung come cattivo da antologia e che parla usando le stesse frasi che diceva Lee nel filmone succitato  – tra cui la meravigliosa “Molto bene, ma i mattoni non reagiscono”. Per quanto abbia dei difetti classici di tutti gli action a basso budget del periodo – montaggio indegno, musiche di bassa lega, recitazione infima – resta un film dannatamente divertente e, soprattutto, un film con una serie di coreografie di arti marziali da antologia. Se si guarda con attenzione si noteranno un sacco di stili diversi durante dei combattimenti del torneo e – se ci si intende un pò di arti marziali – si potranno riconoscere anche quali: muhay thay, capoeira, stile del nord e stile del sud del kung fu, wing chun e così via.
E poi, alla fine, il cattivissimo Chong Li guarda la nascente stella del cinema action Van Damme e gli dice “Tu hai battuto il mio record. Ora io batto te. Come ho battuto il tuo amico”. E da quel momento non puoi che fare un applauso a una battuta così idiota e al combattimento seguente, nel quale tra l’altro – occhio allo spoiler – Van Damme combatte sebbene accecato dal gesso che il cattivissimo gli ha soffiato negli occhi. Altri tempi, altri tempi…

31 film / 24

aprile 16, 2008

Blues Brothers (1980; John Landis)

“SHAKE YOUR MONEYMAKER”
Performed by Elmore James

“LET THE GOOD TIMES ROLL”
Performed by Louis Jordan

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31 film / 23

aprile 16, 2008

Ritorno al futuro (1985, Robert Zemeckis)

Come si fa a non amare la DeLorean? O George McFly che dice “Sono il tuo delfino. Cioè. Destino”?
Ritorno al futuro è una bomba a orologeria che funziona dal primo all’ultimo momento, senza se, senza ma. Micheal J. Fox entra nella storia come l’adolescente che, in fin dei conti, un pò tutti avremmo voluto essere. E poi inventa il Rock’n’roll, per la miseria. Quando lo vedi far ballare tutti quanti con Johnny B Goode, vorresti essere al suo posto. E gli anni ’50 non saranno mai più fichi di così.
Se non avete un pezzo di ghiaccio al posto del cuore, non potete non amare questa pellicola e gioire e ridere ed emozionarvi in ogni singolo momento, grande Giove.

31 film / 22

aprile 4, 2008

A history of violence (David Cronenberg, 2005)

A history of violence non è solo un film sulla vendetta, come non è neanche soltanto un film sul tema del doppio (che sì, è tipico di Cronenberg e quindi non mi permetterei mai di dire che non c’è). E’ soprattutto un film sulla perdita dell’innocenza.
La vita della famiglia viene sconvolta dalla violenza che entra nella casa e improvvisamente cambia tutto. Cambia un rapporto tra marito e moglie che passa dall’essere tutto rose e fiori (con quella scena patetica e tenera allo stesso momento di sesso adolescenziale), a essere duro, cattivo, basato sulla menzogna verso l’esterno per tenere in piedi una parvenza di felicità (e il sesso diventa bestiale e violento, praticato sulle scalinate della casa).
Cambia il giovane figlio adolescente, timido e apparentemente incapace di difendersi, che si rivela più cattivo dei cattivi compagni di scuola che bevono e guidano mentre lo fanno.
Cambia la faccia di una cittadina che scopre la violenza, tra una tazza di caffé e una fetta di torta.
L’unico che prova a non cambiare è il protagonista stesso. Perché ha cercato di seppellire quella sua metà nel deserto “ci ho messo tre anni a ucciderlo”, confessa alla moglie, non aspettandosi che potesse tornare dal mondo dei morti.

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