After Zen /4

(continua /3)

– Non mi spiego la tua maglietta.
Ahia. Gesù si è accorto della mia maglietta, quella che lo raffigura mentre mostra il pollice alzato, crocifisso, e sorride beffardo, con sotto la scritta “Gesù lo ha fatto per le ragazze”. E sì, che San Pietro mi aveva detto che non gli sarebbe piaciuta. Non che uno può pensare di cambiarsi d’abito, quando è in Paradiso. A meno che…
– No, non ci si può cambiare d’abito solo pensandolo – mi dice lui, leggendomi nel pensiero.
Ecco. Per l’appunto.
– Ho una teoria – spiego.
– Una teoria – ripete lui.
– Sì.
– Quella che sostiene che Moulin Rouge è un brutto film?
– Bè dammi torto.
– A me piace molto.
– Vabbè, ti sei sacrificato per gli uomini, non c’è bisogno che tu ne capisca anche di cinema. Comunque non è a questo che mi riferivo.
– Parli del fatto che secondo te le donne sono prive di autoironia?
– No, no. Che mica è una fesseria, no?
Non risponde e mi guarda con un sopracciglio alzato. Sembra Spock.
– Non mi piace Star Trek – dice.
– Ah no? E perché?
– Poca azione, troppe chiacchiere. E poi quei pigiami.
– Preferisci Star Wars?
– Naaaa.
– Blade Runner?
– No, troppo lento.
– 2001?
– Si parlava di film lenti.
– Metropolis?
– In bianco e nero? Per quanto ammetto che abbia un suo fascino.
– Si può sapere che film di fantascienza ti piace, insomma?
– Independence Day non è male.
Lo guardo in silenzio. E so che non mi sta prendendo in giro. Senza che ci sia bisogno che io mi chieda se lo sta facendo e che lui mi risponda che no, è serio, perché mi legge nel pensiero.
– Facciamo finta di nulla – dico, dopo un istante di indecisione. – La mia teoria è che tu abbia un grande senso dell’umorismo.
– Ah sì? E perché?
– Perché per farti ascoltare e seguire da così tanta gente, dovevi essere una persona spiritosa.
Gesù beve un sorso di succo d’arancia e poi rimane a fissare il vuoto, pensieroso.
– Ho i miei momenti.
– Ecco e allora arriva la domanda: perché non lo capiamo?
– Chi?
– Noi. Giù. Sulla Terra.
– Non lo capite?
– Senti, quanta gente hai mai incontrato che, vedendoti, ha detto “Ehi, Gesù, raccontami la migliore che sai!”?
– Bè…
– Probabilmente si gettano tutti in ginocchio, ti toccano la veste, ti baciano i piedi, ti ringraziano e non sanno neanche loro per cosa e tutto il resto.
– Diciamo di sì.
– E invece tu hai un gran senso dell’umorismo.
– Sì. Ma quello che non mi spiego è perché, se io ho un grande senso dell’umorismo, tu ti senta in diritto di fare battute su di me.
– Touché – ammetto.
Beve un altro sorso di succo d’arancia e sospira.
– La cosa che mi colpisce sempre è come tutti siano convinti di sapere com’è qui, com’è mio padre, come sono io. Sai quante ne ho sentite? Che sono un uomo, che sono una donna, che sono alto, basso, nero, bianco, che mio padre non esiste, poi esiste, poi è uno e trino e poi non è così cattivo come sembra e poi i Dieci Comandamenti non sono così rigidi come sembra. Hanno tutti la propria idea e sono tutti convinti che sia quella giusta. E vale anche per te, eh?
– Mh.
– Cosa?
– Vuoi dire che non hai un gran senso dell’umorismo?
– No. Voglio dire che la tua idea di come sono io, non necessariamente rispecchia la realtà, ma per te sì, a prescindere.
– Se sparite per secoli non è che potete pretendere che la gente non si faccia una sua idea, eh? E i vostri rappresentanti non aiutano mica tanto.
– In che senso?
– Nel senso che ogni volta che ti si vede raffigurato sei in croce, con lo sguardo sofferente, il costato aperto, la corona di spine. Sembra che tu sia lì per terrorizzare le vecchiette, Cris…Crisbio – mi mordo un labbro, ma lui è tanto gentile da sorvolare.
Si alza in piedi e mi fa un cenno.
– Vieni, andiamo a fare due passi.
Ci incamminiamo e non so bene spiegare come, ma non usciamo da nessuna stanza, sebbene io abbia la sensazione di avere varcato una porta. E quando mi giro la sua scrivania non c’è più.
– Certo che qui è strano forte, eh?
– Siamo nel mezzo del trasloco, è normale.
– Trasloco? Quale trasloco?
– Il Paradiso. Stiamo traslocando.
– Oh.
– Già.
– …
– Cosa?
– No, lo so che non sono affari miei, ma traslocando dove?
– La domanda corretta sarebbe traslocando DA dove.
– Ah. E  da dove state traslocando?
– Stavamo in un paesaggio bucolico, una roba piena di prati e ruscelli e uccellini che cinguettano e sole tutto il tempo.
– Niente pioggia?
– Niente pioggia.
– E perché ve ne state andando?
– Bè ci sono diverse ragioni: intanto per l’aracnofobia e per l’agorafobia.
– Aracnofobia?
– Pietro soffre d’aracnofobia.
– Ah.
– E capirai che avere il guardiano del Paradiso che salta su per niente, appena vede un ragnetto, non è il massimo della vita. Gli stava venendo un esaurimento nervoso.
– Sì. Comprensibile – ma non sono convinto, sia chiaro.
– E poi l’affitto era estremamente alto, oltre al fatto che la mancanza di pioggia, tutto sommato, si stava facendo sentir…
– No, no, scusa: affitto? Pagavate l’affitto del Paradiso?
– Del luogo deputato a ospitare il Paradiso – specifica lui.
– Sì, OK, come vuoi. Ma a chi appartiene?
– A Lucifero.
– Lucifero vi affittava il Paradiso!?
– Il luogo deputato…
– …a ospitare il Paradiso, sì, sì, ma come è possibile?
– E’ una lunga storia che vede lui, mio padre, Pietro, Ezechiele e una partita a carte.
– Vi siete persi il Paradiso a carte!?
Gesù sospira e alza gli occhi al cielo.
– Se proprio vuoi ridurla così.
– Perché, tu come la spiegheresti?
Non dice niente, per un pò, e sembra ponderare.
– Lucifero aveva una doppia coppia e mio padre solo una coppia di Jack.
– Dio si è giocato il Paradiso a carte con una semplice coppia!?
– Lucifero è molto bravo a barare.
Mi fermo e lo guardo allontanarsi, serafico, mentre penso a che scena deve essere stata. Dio avrà imprecato? Scuoto la testa e mi rimetto in cammino.
ciac!
Mi fermo e guardo per terra. Ho schiacciato una cacca di cane. Guardò Gesù, basito.
– Libero arbitrio – si limita a commentare lui, con un’alzata di spalle.
Poi riprende a camminare.

(continua…)

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5 Risposte to “After Zen /4”

  1. capricorn Says:

    Dimmi appena arriviamo alla parte in cui devono migrare i Server del paradiso e devono rebootare quello che regola il flusso dell’entropia.

    Sono i 30 secondi della vita dell’universo che non voglio assolutamente perdermi 😀

  2. egalmon Says:

    in effetti un paradiso che somiglia alla vita terrena,priva dei suoi limiti, è banale.ottima idea la partita a poker. @capricorn:l’entropia è una teoria obsoleta, meglio la materia oscura.

  3. chiara Says:

    sai che capitano anche a me sogni del genere?
    oddio, non con questi protagonisti di questo calibro: nei miei al massimo ci sono il figlio di john wayne, jimmy fontana, franco califano e claudio baglioni..
    comunque i peperoni la sera sono un po’ pesi..

    (sì, ma come va a finire? dove ti smistano? :D)

  4. chiara Says:

    ai commentatori sopra: e l’antimateria dove la vogliamo mettere?

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    […] After Zen /5 By therealzen (continua /4) […]

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