Posts Tagged ‘facebook’

Death of a blog

aprile 28, 2010

Capitano i periodi in cui si aggiorna di meno.
Capita per un sacco di motivi che, non sempre, hanno a che vedere con il mezzo blog. Ma, inizio a temere, capita anche per quel motivo.
I social network, volenti o nolenti, sono diventati la forma di espressione che va per la maggiore. Io, per dire, ne seguo quattro, basilarmente.
Facebook: sempre meno e sempre meno volentieri. Spesso lo guardo solo per leggere gli stati di persone a cui tengo, spesso rifiuto richieste di amicizia di persone che conosco il giusto – o anche abbastanza bene, ma verso le quali non provo particolare interesse – e ormai ho bloccato qualsiasi applicazione di giochi e giochini.
Twitter: a me piace, sebbene il limite dei caratteri e la difficoltà/impossibilità di quotare e rispondere ai tweet di coloro che segui, mi ha abbastanza annoiato. E poi c’è il buon Rudy che spamma e che quindi mi ha un po’ allontanato dal mezzo (non me ne volere Rudy, ma pagine intere occupate dai tuoi solo tweet dopo un po’ mi rendono inutile il mezzo. E comunque sempre siano lodati i ciccioli).
Friendfeed: è dei tre quello che ancora mi piace maggiormente. Posti la tua idea, la gente risponde (agli altri. A me è raro, ma non me ne faccio cruccio), si creano discussioni e flame. Un po’ un forum, un po’ un blog ridotto.
Buzz: è la via di mezzo tra FF e FB, per me. Funziona come il primo ed è seguito soprattutto dai miei amici come il secondo – tra le persone con cui ho più piacere di parlare, quanto meno – e in questo modo è un angolo dove vado con piacere.
Spesso le persone, nei social, linkano i post del proprio blog. Ma spesso e volentieri la gente commenta sui social e non sul blog stesso.
Il vantaggio di FF o di Twitter è che quando hai un’idea la puoi gettare lì e vedere se attechisce, se scatena delle reazioni. Da quelle e dalle discussioni che ne seguono, nascono concetti magari più profondi o interessanti, ma l’origine è il seme del pensiero.
Il blog richiede più impegno, più determinazione, più concentrazione. Spesso si fanno post brevi, frasi spezzate. Ci sono interi blog che tirano per quella strada, io stesso, a volte, non vado oltre quello.
Ma i post migliori, di solito, sono quelli che si prendono il loro tempo, che ti accompagnano per mano lungo le idee che vogliono trasmettere, che – come i buoni vini – decantano lungo tutta la pagina e ti regalano delle buone sorsate, alla fine. Non voglio dire che una discussione su Friendfeed o Facebook siano minori. Io stesso ho partecipato a differenti di queste.
Ma ho anche la sensazione che il blog stia diventando – se già non è diventata – un’arte che si sta andando a perdere, come suonare il didjeridoo (ma meno fastidioso, va detto).

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L’amore ai tempi di Facebook

gennaio 22, 2010

Banner comparso mentre giravo per Facebook. L’orrore…l’orrore…le espressioni dei due vecchi…mio Dio…

Hobby…

gennaio 14, 2010

Nuovo divertimento degli ultimi giorni: sfoltire la lista di amici su Facebook. Via quelli noiosi. Via quelli che conosco appena. Via quelli con cui non ho scambiato mezza parola da quando siamo sul social. Via gli stronzi.
Se siete ancora lì, non appartenete a una di queste categorie – o ancora non vi ho visto…

Il sottile piacere di farsi volere bene

dicembre 22, 2009

Facebook, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare Twitter

settembre 30, 2009

Ho conosciuto Facebook quando era appena nato e non lo conosceva nessuno. Dico questo non per tirarmela, sia chiaro, non voglio fare quello che la sa lunga e da di gomito dicendo “io c’ero, quando voi ancora perdevate tempo con Myspace”. No. L’invito a FB, che era graficamente molto diverso anche dalla versione precedente a quella attuale, mi arrivò dal buon Luipigi e io mi iscrissi. E dopo due minuti che ci giravo dentro ho pensato “Ma che cazzo è, ‘sta roba?”, non riuscendo minimamente a capire cosa fosse. Ho chiuso e me ne sono andato, fregandomene allegramente e pensando che Lupigi aveva troppo tempo libero.
(more…)

La sottile arte del rapporto a tre

luglio 31, 2009

Zen: Non fai il test di Facebook sui cinque personaggi di telefilm con i quali ti metteresti insieme?
Dolce Metà: Fatto.
Zen: Li immagino già tutti, guarda.
DM: Non so mica.
Zen: Ross!? O_o
DM: E’ un paleontologo… ^^’

Ci si accontenta di poco.

maggio 5, 2009

Devo ammettere che, ultimamente, rifiutare l’amicizia a mezzi sconosciuti su Facebook mi da una soddisfazione mica male.

Come Johnny Stecchino…

aprile 27, 2009

Oh, mi raccomando: se postate su Internet NON parlate male di Steven Spielberg! Mai!

Tempi duri richiedono azioni inusuali

gennaio 10, 2009

veltroni

Tira proprio male, eh Walter?

Zen ti invita a smetterla di farti le seghe

gennaio 3, 2009

A me Facebook non dispiace, ci mancherebbe. Ci sono iscritto, ho un sacco di contatti. Il 20% sono persone che mi fa piacere sentire. Il 30% sono persone che posso anche sentire, ma non ne sentirei la mancanza, se non ci fossero. Il 50% sono stronzi che ho accettato per quieto vivere (oh…andiamo…la stessa cosa vale anche per voi, suvvia. E probabilmente nel vostro 50% ci sono anche io).
Tutto il contorno di Facebook, per contro, mi è venuto abbastanza a noia. Per dire: mi piace vedere le foto, leggerne i commenti, mi piace leggere gli stati che a volte ti dicono qualcosa della persona che l’ha messo su, mentre a volte sono tripli sensi e allora tanti saluti. Ma tutte le altre cose: i giochi, i sondaggi, i regali, non mi interessano più e sono più le volte che clicco su Ignore che le volte che accetto – se mi inviate qualche test sul cinema andate abbastanza sul sicuro. I gruppi sono per la maggior parte inutili. Ma mai quanto le Cause. Ecco, le cause – ad alcune delle quali, tra l’altro, sono pure iscritto – sono qualcosa che travalica la mia capacità di comprensione. Diecimila gruppi che chiedono tutti di fermare la pornografia. Ventimilia che sostengono le cellule staminali. Ma la gente si iscrive a tutti e ventimila? O solo al primo? Ma, soprattutto, a cosa serve? Il pedofilo che sa che c’è un gruppo contro di lui su Facebook e smette di molestare bambini? “Ma ci sono 14.000 iscritti!”, “Ah se sono 14.000 allora mi prendo il tempo per pensarci, per carità”. Ecco. O chi si iscrive – e mi manda lo strafottuto invito – a “Siamo tutti Roberto Saviano” o a “Fermiamo i test sugli animali!” si sta pesantemente illudendo oppure io non sono a conoscenza di qualcosa. Magari la L’Oréal ha smesso di seviziare i conigli perché c’è un gruppo apposito su Facebook.