Ad libitum

Sono di nuovo in crisi con il lavoro (ah è già passato un mese? Perché c’è un momento in cui non lo sei stato? E dov’è la novità? E tutte quelle battute lì. E comunque gnè gnè gnè). Che non è bello. Leggo qui che, secondo uno studio, un lavoratore americano passa 19 ore della sua settimana lavorativa a lamentarsi del suo capo. Io le passo a lamentarmi del mio lavoro, in generale, che contro il mio direttore non ho poi tanto (che qualcosa sì, è inevitabile). Sarà stancante e sarà sbagliato e non dovrei lamentarmi, perché c’è la crisi e c’è gente che vorrebbe lavorare e non riesce a trovare un posto a tempo determinato, figuriamoci a tempo indeterminato.
Tutto vero.
Ma non sono felice lo stesso.
Quindi vaffanculo.

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6 Risposte to “Ad libitum”

  1. chiara Says:

    ti capisco: corro e m’affanno e non arrivo a nulla. appena finisco una cosa, ho da correre per sistemare tutte quelle che a cadenza giornaliera mi piovono addosso…

    non si può continuare così :((

  2. Raflesia Says:

    Io oggi vado controcorrente. Un mio cliente mi ha appena confidato che ha venduto un sacco di macchine nei paesi asiatici e che per questo e il prossimo anno è coperto e ci sommergerà di lavoro. Ora, se anche non mi sommerge, ma mi garantisce un fatturato discreto, io non posso che ringraziare e dormire sonni più tranquilli.
    Che di ‘sti tempi non è da tutti…

  3. chiara Says:

    non per gufare, ma occhio a vendere macchinari nei paesi asiatici.
    un nostro fornitore iniziò a vendere in cina e il primo anno vendette un discreto numero di macchinari, il secondo anno molto meno, dal terzo anno fatturato in Cina: ZERO.
    molto strano.
    un giorno poi lo chiamò un tizio da laggiù perché un macchinario aveva un problema.
    solo che lui a questo tipo non aveva MAI venduto niente. e il numero di matricola della macchina non esisteva.
    morale: i Cinesi avevano copiato e rifatto uguale pari pari la macchina (pure il marchio ci avevan rimesso sopra).

    il problema è che in Cina non è riconosciuto e minimamente tutelato il brevetto, ed i diritti derivanti da opere di ingegno, e ogni causa fatta in quel paese sarebbe comunque persa.

    ma te queste cose non gliele dire al tuo cliente, sennò non ti fa più la commessa… 😦

    (che brutto mondo)

  4. Raflesia Says:

    @Chiara, a parte che a forza di fare le corna mi si sono irrigidite le dita, credo che il mio cliente non si riferisse solo alla Cina, ma più in generale a tutti i paesi di quell’area. E visto che gli orientali fumano tutti come dei turchi, lunga vita alle macchine confezionatrici di pacchetti di sigarette 😀

  5. chiara Says:

    uh, tranquilla! fumano come matti!
    ti ho mai raccontato che quando andai al matrimonio cinese ci diedero come bomboniere un pacchetto di marlboro rosse e uno di marlboro light? :DDDDDDDD

    no, no: vai tranquilla!
    e sempre sia benedetta la sigaretta!! nel terzo mondo è l’ultimo baluardo per la regolazione e il controllo della popolazione.
    purtroppo però se continuano a mangiare riso e basta, è difficile che muoiano di infarto e malattie cardiovascolari…

  6. therealzen Says:

    Chiara, un altro commento razzista e ti cancello commento e accesso al blog, eh?

    Zen

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