After Zen /8

(continua /7)

– Così, mi chiedevo…
L’angelo continua a mandare messaggini con il suo cellulare e non mi degna di attenzione.
– Sì? – dice, mentre digita fuorisamente sulla tastiera.
– No, è che volevo sapere se per caso, se non è troppo disturbo, se fosse possibile evitare che la mia faccia compaia in giro, mentre minacciate agitazioni sindacali.
– Perché? – chiede, mentre continua a scrivere SMS.
– Non saprei. E’ che temo che Gesù potrebbe aversene a male.
– Gesù? E perché?
– Come perché? Sono l’ispiratore di uno sciopero che, presumibilmente, paralizzerà la funzionalità del Paradiso, no?
– Presumibilmente.
– E siete nel mezzo di un trasloco, mi pare di capire.
– In effetti sì.
– E non credo che potrei reggere un nuovo episodio cinematografico di Guerre Stellari.
– Mettiamola così – dice lui, mentre mette via il cellulare: – se questo sciopero va in porto, un nuovo Guerre Stellari sarà l’ultimo dei tuoi problemi.
Ecco.

L’angelo sospira e si poggia alla parete.
– Di preciso cosa fate, quando scioperate? – chiedo.
– Niente. Come in un qualsiasi sciopero.
– Va bene, ma qui com’è il niente?
– Prego?
– Non so. Non credo che…non lo so. Agitate dei cartelli? Lanciate slogan?
– Un paio di volte l’abbiamo fatto, ma poi abbiamo smesso.
– E come mai?
– Perché era difficile che uno slogan non finisse con una parolaccia e avere un tuono o la terra che trema ogni volta che dici qualcosa, alla lunga, è fastidioso.
– Comprensibile.
– E poi non abbiamo mai fatto scioperi particolarmente lunghi.
– Come mai?
– Perché poi subentra la contrattazione sindacale. E un nostro sindacalista dice “Bè, sappiate che di sotto ci hanno fatto un’offerta migliore” e loro cedono subito.
– Ah. Ma non è un po’ come approfittarsene?
– Di cosa?
– Non so. Della loro bontà?
– Mmmh. Sì, se la vuoi mettere così, si potrebbe dire questo, certo.
– Appunto.
– Però, voglio dire, loro sono chi sono, giusto?
– Giusto.
– E tutto sommato, privarsi di qualcosa, qualsiasi cosa, come potrebbe renderli più poveri?
– Uh.
– Se chiedessimo, non so, di avere un’ora di luce in più al giorno solo qui in Paradiso, pensi che gli causerebbe qualche effettivo problema?
– Ha un senso.
– Certo, neanche noi esageriamo. Alla fin fine siamo angeli e se non facessimo questo, non faremmo altro. Ci piace farlo, tra l’altro.
– Capisco.
– E poi c’è la questione Marilyn Monroe.
– Quale question Marilyn Monroe?
– Ma niente, è una vecchia storia.
– Quanto vecchia?
– E che ne so? Qui c’è l’Eternità.
– Già, è vero.
– Comunque, durante uno sciopero non sapevamo cosa chiedere.
– Cioè fate degli scioperi senza motivo?
– Ma sì, capita. Dai, guardiamoci in faccia: se io me ne andassi da qui cosa potrei fare? Il demone? Io? Mi fa schifo il sangue che esce dalle pelliccine delle dita, figurati sventrare uno. Il modello di Versace? Non ci riuscirei, sembrerei troppo etero, tra loro.
– In effetti.
– Ecco. E allora faccio l’angelo. E ogni tanto ci annoiamo, sempre a fare le stesse cose da sempre, e allora si sciopera. Per cose farlocche, giusto per divertirsi un po’ e vedere San Pietro che schiuma rabbia perché gli abbiamo messo in disordine tutti i piani che aveva fatto.
– OK.
– E quindi quella volta lì, dopo un po’ di trattativa San Giovanni fa…
– Un attimo: San Giovanni?
– Sì, è il loro sindacalista.
– E perché proprio lui?
– Perché lo consideriamo un po’ il Santo Protettore della Pazienza.
– Lui?
– Sì. Perché se compari anche nel Corano e tutti ti prendono in mezzo ogni volta che c’è una discussione teologica e tu, tutte le volte, ti presti a parlare…bè, per me sei uno molto paziente.
– Concordo.
– Ecco. E allora San Giovanni ci guarda  e chiede “Ma insomma, cosa volete?”. Noi ci guardiamo, perché non abbiamo una proposta pronta, e Lauviah, dal nulla, fa “Che Marilyn Monroe faccia visita alle schiere angeliche”.
– Marilyn Monroe.
– Esattamente. Come quando andavano a fare visita ai soldati al fronte, capisci? Tipo tour di incoraggiamento.
– Capisco.
No, non è vero, non capisco.
– Non capisci.
– No. Ma mi adeguo.
– A me basta così.
– E quindi?
– E quindi loro accettano. Organizzano la visita. Lei canta “I wanna be loved from you” e “Running Wild” e “I’m through with love” e tutti sono contenti. Tutti. Quasi tutti.
– Quasi?
– Sì, perché improvvisamente qualcuno urla “Preferivo Mae West!”.
– Ahia.
– Puoi dirlo forte. E’ cominciata una polemica che non finiva più. E poi sono volate parole grosse. E ci sono stati tuoni e tremori. E si è scatenata anche un inizio di rissa e lì, nella foga…sai…
– Cosa?
– Siamo tutti biondi. Abbiamo tutti i capelli mossi.
– Oddio.
– Eh.
– Oh no.
– Sì. Qualcuno ha trascinato dentro Marilyn e l’ha gonfiata di botte.

(continua)

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2 Risposte to “After Zen /8”

  1. Rabè Says:

    Oddio! Marilyn!
    Dal ridere mi sono cappottata dalla sedia!

  2. thecapricorntm Says:

    Magnifico 🙂 Vale la pena di aspettare per leggere queste perle 🙂

    Tra parentesi, partendo dal fatto che chi si suicida va all’inferno e che le anime che sono all’inferno non possono essere precettate fino al giudizio universale, devo dedurre che Marylin è in paradiso.

    E se Marylin è in paradiso allora vuol dire che il suicidio è una palla, per cui è stata ammazzata perché era l’amante di Kennedy

    CVD!

I commenti sono chiusi.


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