Cinque minuti d’odio

Premessa.
Non mi è piaciuto il primo film dei Transformers, è cosa nota. Ma non tanto per  il film in sé, non perché ci sono robottoni e botti, ma perché sono gestiti alla cazzo di cane, come classico di Michael Bay.
Anche qui: io non ho niente contro Michael Bay a prescindere – oddio…un pò, forse – che il suo Bad Boys a me piace un sacco e ce l’ho in DVD.
Infine: no, non avevo voglia di andare a vedere Transformers 2, è vero. Ma se potevo aspettarmi di uscire dalla sala un pò sfavato, con la puzza sotto il naso, dicendo “ecco, un’altra cagata, contenti? Mica come – inserire nome di film pseudo intellettuale del cazzo che si fregia di questo titolo perché qualsiasi film è pseudo intellettuale del cazzo se paragonato a questo – !”, non potevo aspettarmi in nessun modo l’indignazione e l’incazzatura che ha seguito – e spesso attraversato – la visione di Transformers 2.

La trama.
Non c’è. Non prendiamoci per il culo. Anzi, non prendetemi per il culo: non c’è. C’è una serie di buchi di sceneggiatura messi lì uno appresso all’altro e ogni cambio di luogo c’è qualcuno che spiega tutto da capo. Fateci caso. C’è sempre qualcuno che si mette a parlare, le braccia conserte, le chiappe strette e il mento alzato. “Eh che insomma, c’eravamo prima noi, sulla terra e cercavamo una roba” o “Sì, che insomma, solo un Prime può fare fuori Da Follen” o “Ma che cazzo, ma sai che insomma la macchina che serve è dentro la piramide”. Ci manca solo che si girino verso lo schermo come Casco Nero e urlino “E’ chiaro per tutti!?”.
E la storia è una stronzata che fa acqua da tutte le parti! Tutte! Il Fallen – ma perché? Perché lo chiami così, in inglese, quando il sottotitolo di ‘sta stronzata è “La vendetta del Caduto”? Che senso ha!? – è lì che amebizza su non si capisce bene dove, attaccato a dei tubi che lo tengono attaccati a non si capisce bene cosa, mentre intorno a lui ci sono sacche tipo placenta che fanno crescere dei piccoli feti Transformers! Fermatevi un attimo e ripetete con me: dei-piccoli-feti-Transformers. Non vi viene voglia di urlare “Bunuel!” all’istante?
E poi la chiave per attivare la macchina se la pianti in pancia a un robot lo fa rivivere! Ma non basta attaccarlo a una batteria? E i pezzi che vengono passati e attaccati da un robot all’altro come se fossero della Lego. Una roba atroce e senza senso, che uno rimane lì a bocca aperta a chiedersi come cazzo è possibile che 200 milioni siano già finiti in saccoccia a ‘sta merda.
E poi il rappresentante del Presidente degli Stati Uniti d’America che viene fiondato giù da un aereo e lasciato in mezzo al deserto e tutti se ne fottono! E’ una macchietta, ci si ride su, ah ah ah ah! Ma Obama, il giorno dopo, mi deve appendere in piazza metà stato maggiore. Roba che Norimberga era Disneyland, a confronto.
Ed è tutto intriso di un razzismo esasperante: l’arabo che si lamenta perché lo toccano con il maiale, il giordano nano che lascia passare gli americani perché sono americani. Ci mancava solo l’egiziano comprato con le perline e gli specchietti, Cristo santo.
E non fatemi parlare del protagonista che sviene e ha una visione di alcuni robottoni antichi che gli dicono che è il prescelto e, magicamente, fanno ricomparire la chiave per i  macchinari. Magicamente. Dal nulla. Una cosa così orrenda era degna di Ed Wood.

I robot.
E’ chiaro che quando un film fa un goziliardo, al sequel vogliamo fare il goziliardo per dieci. E quindi aumenti i personaggi. E i robot. E le trasformazioni.
Ma ormai il senso della metamorfosi da macchina a robot si è totalmente persa – che già nella prima pellicola era un concetto molto labile e lontano, eh? – ricorrendo al più basso dei trucchetti: mentre i robot si trasformano la telecamera ruota intorno a loro ed è sempre buio e praticamente non si capisce un cazzo di niente. In questo modo da una pallina da tennis potevano tirare fuori anche l’Apollo 13 e tutti sarebbero stati convinti che sì, perché no?
Ma non basta. No. Ci tirano in mezzo anche la ragazza umana che si scopre essere un transformer, in realtà, con l’incarico di far diventare bello barzotto il protagonista e ucciderlo. In quest’ordine. Ma la cosa migliore è che il fottuto robot – scopro essere del tipo Pretender, probabilmente derivato da qualche cartone animato o fumetto – ficca la linga in bocca a quella mezza sega del protagonista, gli si struscia addosso, ci fa le peggio cose e lui non si accorge che è un robot. Quindi avrà una perfetta replica della pelle umana? Concordiamo? E quindi sento solo io la puzza di stronzata e la domanda generica “ma che me ne faccio dei camion e delle astronavi, quando posso invadere la Terra con tutta quella topa lì?” salire alle labbra?
E quando questo tegame si trasforma in robot, la fine del concetto di “credibilità della trasformazione” raggiunge il suo massimo storico. Una cosa talmente indegna che è stato il punto in cui ho proposto alla mia Dolce Metà di andarcene via. L’ho fatto solo per Il silenzio dei prosciutti. ‘nuff said.

I personaggi.
Quali? Di che? Sono tutti appenna abbozzati. Nel senso che sono lì e fanno ciò che il loro archetipo gli impone: il soldato fa rapporto e da ordini da soldato. Il generale ascolta i rapporti e chiama i pezzi grossi. I genitori fanno i genitori – e dico che non mi erano pesati fino a quell’orribile momento della madre di Sam che si fa con i biscotti di marijuana e poi fa la pazza per l’università – e sono colti in quest’altissimo momento metaforico dell’abbandono del figlio in mezzo alla battaglia così come l’abbandono dello stesso all’università.
Il protagonista è un pirla. Sta lì, con gli occhi sgranati, le crisi isteriche da Woody Allen e si limita a correre in giro seguendo le indicazioni del primo che passa. “Vai a cercare chi ti può parlare dei segni” e via. “Vai al museo areonautico” e andiamo. “Vai verso le piramidi”, pronti! Per tutto il tempo mi devo sorbire la sua inutile faccia da cazzo che quando non esegue prontamente gli ordini sta lì a battere i piedi perché è stanco e stufo e lui vuole una vita normale. Allora comprati una fottuta Pinto come tutti gli sfigati della tua età, idiota!
Megan Fox è gnocca. E basta. E non le è stato richiesto nient’altro per tutto il film, trannè che fare la gatta in calore che si lamenta perché il suo ragazzo non le dice che la ama. Per tutto il film. Non importa cosa sta succedendo lì intorno. Non importa se Megatron sta sparando cannonate o il Da Follen sta giocando al piccolo architetto con le piramidi. Lei vuole sentirsi dire che l’ama. E nel frattempo facendo le espressioni da porca. Credibilissima.
E poi ci sono i cani che se lo buttano in culo.
E il robottone gigante vecchio, arteriosclerotico e scoreggione.
E il Devastator con le palle all’aria.
E il robottino che si ingroppa la gamba di Megan Fox.
E sappiate che le quattro ultime frasi non sono delle esagerazioni. Ci sono veramente.

Ma cosa ci si aspetta da un film che ha dei robottoni come protagonisti? Eisenstein?
No, cazzo, no. Ma ci si aspetta dei fottuti robottoni che facciano qualcosa di plausibile, che seguano un filo logico, che abbiano senso e ragione d’esistere.
E in mezzo a tutto questo, rallenty, esplosioni, parolacce, situazioni degne di Porky’s il tutto al prezzo di un biglietto di cinema, di oltre 200 milioni di incasso e di un terzo capitolo già annunciato.
Bè, vaffanculo. A Michael Bay. Ai Transformers. A Steven Spielberg. Alla Dreamworks. A Hollywood tutta.
E se siete di quelli che l’avete visto e vi è piaciuto e lo siete tornati a vedere o prevedete di farlo, andate a fare in culo pure voi e fuori dal mio blog, massa di stronzi.

P.S. Mentre redigevo questo ameno e faceto report della mia serata di ieri ho messo in sottofondo il fottuto Con Air, che è un film d’azione di quart’ordine, con i botti, le esplosioni e gli inutili machismi, ma almeno è divertente, per Dio, e Cyrus the Virus rompe culi quando gli pare. E dopo metto su Bad Boys!

Annunci

Tag: , , , , ,

14 Risposte to “Cinque minuti d’odio”

  1. Raflesia Says:

    E’ chiaro per tutti?! 😀
    .
    .
    .
    In effetti, è una fottuta porcata. E io le guardo tutte le fottute porcate. Ma questo è proprio brutto -__-”
    Depression…

  2. Garion Says:

    Non credevo sarei mai arrivato a dirlo ma sono daccordo con te, attorno a metà film ho iniziato a desiderare che si arrivasse al rissone finale per vedere almeno un po di scazzottate tra robottoni… Niente, mi ha deluso pure quello.

    Per tutto il film ho avuto l’impressione che la parola d’ordine fosse: “Facciamo di più! Facciamo di più!” e han fatto una merdata.

    Per inciso, i Pretender erano robot nascosti dentro corpi umani, che se è ganzo per un giocattolo e vagamente credibile in un cartone animato è totalmente assurdo in un film.

  3. Garion Says:

    E aggiungo che Devastator faceva cagare, non mi spiego perchè un robottone formato da altri otto robot presumibilmente di intelligenza media per la loro razza abbia il Q.I. di una betoniera, ma non una transformers, una normale betoniera.. -_-

  4. Tie Pilot Says:

    Non l’ho visto,non ne ho la minima intenzione (non ne avevo anche prima di leggere la tua rece),ma come hai nominato Con Air mi hai ricordato del perchè non vado al cinema a vedere film d’azione dai tempi di Matrix Revolution (bella merda,anche quella)

  5. Tie Pilot Says:

    Azz mi si è perso mezzo post.Intendevo,sono 10 anni,diciamo dai tempi di Independence Day che non si fa un film d’azione cazzuto,di quelli con protagonisti stereotipati che però fanno battute a effetto,uccidono il cattivo con scene cruentissime,tutte riprese IN STEADYCAM,col sangue a fiumi e che alla fine sposano la Bella di turno,che è anche innocentissima e (a volte) illibata.I pochi che meritano (mi vengono in mente Four Brothers,The Guardian,Sahara ficcandocelo dentro a forza,probabilmente basta) vanno una merda al botteghino.Mi domando dove siano finiti gli steroidi anni 80 e i virus informatici e i serial killer anni 90

  6. Arcadia Says:

    Zen, non posso che concordare con te.

  7. therealzen Says:

    @Tie Pilot: The Guardian e Four Brothers erano abbastanza bruttini, eh? Però mi sento di consigliare The shooter. Niente di che, ma diverticchia e sta bene nello spirito.

  8. chiara Says:

    ok, io non fo testo perché gli ultimi film che ho visto al cinema risalgono a qualche anno fa.
    – shortbus;
    – transamerica;
    – little miss sunshine.

    però “ai miei tempi” anche le vaccate erano di classe.
    non per dire, ma “the barbarians” è di deodato, quello di cannibal holocaust…

  9. Ripley Says:

    L’hai presa bene, comunque. “Calma, dignità e classe” 😀

  10. chiara Says:

    “Quando la sorte ti è contraria e hai mancato del successo, smetti di far castelli in aria e va a piangere sul…”

  11. Kabuki Says:

    Beh… lo sai… io di film “trash” me ne intendo, ma di trash come intendo io.
    I film del genere di Trasformers (ho visto solo il primo ma da come hai abbondantemente commentato rimarrà il solo) non li reggo proprio…
    E’ questo quello che intendo quando dico che i film “made in USA” non li reggo…

  12. Tie Pilot Says:

    Vero,The Shooter mi piacque moltissimo.Me lo scordai.Però i due succitati mi piacquero molto.

  13. Danika Says:

    Fantastico…..hai perfettamente reso l’idea del non messaggio contenuto nel film!!

  14. therealzen Says:

    Vaffanculo e fuori dal mio blog. 😛

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: