Sunday bloody Sunday /2

(continua /1)

Ci sarà pure il sole e non farà nè troppo caldo, nè troppo freddo, ma dopo quaranta minuti d’attesa la mia dose di pazienza è già partita alla volta dei Caraibi.
Ma la mia Dolce Metà arriva in mio aiuto e la vedo apparire nello specchietto retrovisore, accompagnata dalla tromba del settimo cavallegeri. C’è un passaggio di portafogli, qualche effusione di ringraziamento – sì, ogni scusa è valida – e poi vado al casello, conscio di dover entrare e poi riuscire.
Quello di cui non sono conscio, ma che scopro dolorosamente, è che il casello automatico – che quelli con l’adetto erano tutti chiusi – non riesce a leggere il mio biglietto. E infatti compare sullo schermo la scritta “Lettura non possibile. Attendere assistenza. Grazie.”. Il “grazie” mi è parso particolarmente sarcastico, come se avessi avuto un’altra scelta, tipochesomai sfondare la barricata e scappare brado per la tangenziale.
Sento la voce del casellante nell’interfono.
Lui: “Buongiorno.”
Io: “A lei (che un pò voleva dire ‘buongiorno un cazzo’, ma insomma). Mi dice che non riesce a leggere e di aspettare assistenza.”.”
Lui: “Eh, non riesce a leggerlo. Lei ha fatto retromarcia.”
Io: “Sono arrivato a Modena Sud e sono tornato indietro.”
Lui: “No, no. Lei ha fatto inversione a U nel piazzale ed è tornato indietro.”
Io: “Sì, per l’appunto. E’ che avevo dimenticato il portafogli a casa e non potevo pagare il casello.”
Lui: “Ma lo sa che ha fatto una cosa illegale? Se la vedeva la Polizia le toglieva la patente, le faceva una multa discretamente elevata e le sequestrava la macchina!”
Io: “Ah. No, mi dispiace, guardi, ma non sapevo cosa fare…”
Lui: “Eh, le dispiace. Ma lo sa che ha fatto una cosa illegale? La Polizia se la vedeva le sequestrava la patente e le faceva una multa discretamente alta.”
Io: “Sì, capisco. Ma, davvero, ero un pò nel panico e non sapevo cosa fare. Ho visto il cartello per Bologna e non ci ho pen…”
Lui: “Eh, il cartello per Bologna. Se la Polizia la vedeva le faceva la multa elevata e le toglieva la patente. Ha fatto una cosa illegale, sa?”
Ora, giuro, prendere il concetto “Polizia.Sequestro patente.Multa salata.” e moltiplicatelo per altri tre scambi, laddove qualsiasi cosa io dicessi prendevo sempre la stessa risposta, avessi anche detto “cicca cicca bum”.
Lui: “Comunque, ora le faccio un conto di casello un pò elevato. Lei ha quindici giorni per andare a un Punto Blu e farsi spiegare cosa ha sbagliato e vedere se non gliela fanno pagare”.
Io: “OK, va bene.”
Lui: “Che lei ha fatto una cosa illegale, sa? Ora le faccio un conto di casello un pò alto, poi lei va in un Punto Blu entro quindici giorni e si fa spiegare cosa ha sbagliato.”
Io: “Sì, grazie.”
Si chiude la conversazione. Vedo apparire sullo schermo un conto di Euro 41,10. Imprecazioni a fiume. Nel portafogli ho 20 Euro. Prendo il bancomat e lo infilo dentro e la macchina me lo risputa indietro, sdegnata.
Sospiro e premo il tasto per chiamare l’emergenza.
Lui, dal nulla: “Ora le faccio un conto di casello un pò alto e poi lei entro quindici giorni va a un Punto Blu e si fa spiegare cosa ha sbagliato e forse gliela levano.”
Io: “Sì, OK. Però non ho 41 Euro, ora, e non mi accetta il bancomat.”
Lui: “Perché le sto facendo un conto di casello un pò alto e poi lei…”
Io: “Sì, sì, per Dio, ho capito! Dico solo che non mi accetta il bancomat e non so come pagarla.”
Lui: “Ma no, che bancomat e bancomat! Io ora le faccio un conto di casello un pò alto e poi lei ha 15 giorni per andare a un Punto Blu e farsi spiegare cosa ha sbagliato. Poi vede, magari gliela levano.”
Io, stremato: “OK. Quindi posso andare? La sbarra è ancora abbassata.”
Lui: “Eh, ma vada entro 15 giorni al Punto Blu che lei ha fatto una cosa illegale, sa? Perché se la Polizia la vedeva, le sequestrava la macchina e la patente!”
Io: “Ho capito, santa Madonna, ho capito! Alziamo questa maledetta sbarra o no!?”
Lui: “Sì, certo. E vada al Punto Blu.”
Io:  “Sì! Sì!”
Lui: “Entro 15 giorni.”
Io: “Lo giuro, ma ora alzi la sbarra, la prego!”
Alza la sbarra e mi avvio, prendendo in seria considerazione di tornare a casa. Poi stringo i denti e decido che DEVO andare a Modena o tutto questo non avrebbe senso.
Come scoprirò poi, avevo ragione.
Non ha avuto senso.

(continua)

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8 Risposte to “Sunday bloody Sunday /2”

  1. Garion Says:

    Inizio a prendere in seria considerazione l’idea di pagarti una badante…

  2. Saigo Says:

    Uno vorrebbe avere un casellante e si ritrova un casellante pu..ana!

  3. egalmon Says:

    Ma allora è vero che i casellanti sono dei robot!

  4. Lupigi Says:

    Mi dicevano che secondo uno studio una percentuale incredibilmente alta di gente risponde alle voci dei caselli automatici. Tipo:
    “Introdurre il denaro o la tessera”.
    “Ecco qua, brutta ladra”.
    “Arrivederci”.
    “Fottitti”.

  5. capricorn Says:

    Sei il mio Rubens Barrichello 🙂

  6. Erebel Says:

    Dio Fabrizio, mi fai sganasciare dal ridere con questi racconti! 😀
    Sei il mio mito! Vai a Zelig!

  7. SallyBrown Says:

    io quella domenica per andare a modena ho preso la via emilia ….

  8. Sunday bloody Sunday /3 « The Real Zen Says:

    […] Sunday bloody Sunday /3 By therealzen (parte 1 / parte 2) […]

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