After Zen /3

(continua /2)

– Hai presente quando hai il singhiozzo? – chiede Gesù.
– Sì, certo.
– Dico il singhiozzo vero, quando non ti passa per un’ora abbondante. Che alla fine ti fa male lo stomaco.
– Sì, sì.
– Ecco, immagino che tu, durante quella tortura infinita, ti sia fatto, almeno una volta, la domanda che si fanno tutti.
– …
– La mia non è un’insinuazione, eh? Io so che te la sei fatta, la domanda.
– “A che serve il singhiozzo?”.
– Esattamente. A che serve il singhiozzo?
– A che serve?
– Lo sai?
– Lo chiedo.
– Quindi non lo sai.
– Stai cercando di fregarmi?
– Non lo so neanche io.
– Non sai a cosa serva il singhiozzo?
– No, non lo so. Così come gli scenziati della Terra, anche io non ne capisco l’utilità.
– E chiedere a tuo padre?
– Ottima osservazione.
– Grazie.

Gesù tira fuori un’altra bottiglia di succo d’arancia e ne beve un pò, posando lo sguardo su un punto indefinito dell’etere. Se è etere quello che ci circonda.
– Non è etere – dice.
Non è etere.
– Intanto va detto che dialogare con mio padre non è affatto facile. Dovreste ben saperlo voi che lo pregate da una vita e, a parte rarissimi casi, direi che non risponde.
– Non parrebbe, no.
– Pur avendo dei percorsi privilegiati, a volte anche io non riesco a parlarci.
– Il suo progetto è così alto che anche tu non lo afferri?
– No, è che tiene spesso il cellulare staccato.
Scrolla le spalle e io per un attimo mi interrogo su quale modello di cellulare possa avere Dio. La sola fuga di notizie lancerebbe alle stelle le azioni di un’azienda rispetto a un’altra.
– Che modello… – comincio.
– No, li fabbrichiamo qui.
– Avete delle fabbriche di cellulari?
– Una roba del genere. Li fa mio padre.
– Dio fabbrica cellulari?
– No, scusa, mi sono spiegato male: li fabbrica Giuseppe.
– Il falegname?
– Ex falegname – sottolinea con un dito. – Ora produce cellulari e portatili.
– Immagino che la falegnameria non vada per la maggiore, da queste parti.
– Non tanto. Però tira molto il vetro soffiato.
– …
– Non chiedere. Non vuoi sapere.
– OK. Non chiedo. Quindi è difficile parlare con Dio.
– E so di non dire niente di nuovo, eh?
– Lo è se lo dici tu.
– Immagino di sì. Comunque non è solo quello. E’ che su certi argomenti è un pò suscettibile e uno di questi è il singhiozzo.
– Non gli piace giustificarsi?
Gesù ci pensa un pò e poi si sporge in avanti, con fare cospiratorio.
– Detto tra noi, non credo che se lo spieghi neanche lui.
– Non sa perché ha creato il singhiozzo!?
– Eh. Mi sa di no.
– Ma è Dio! Dovrebbe sapere tutto!
– Sì e no.
– Come sarebbe a dire ‘si è no’?
– Diciamo che sa tutto, ma sulle proprie azioni a volte ha qualche…chiamamole ‘defaillances’. Non si ricorda bene, non si sa spiegare. E di conseguenza restano dei misteri.
– Tipo?
– La milza. Il semolino. La bavetta bianca che si forma ai lati della bocca quando hai sete. I film dei Vanzina. Ah sì: la depressione post orgasmo.
– La depressione post orgasmo?
– Sai, quando hai fatto sesso con una donna e lei si mette a piangere, dopo? Ecco.
– Tra l’altro ci sarebbe la questione del sesso.
– No, credimi, non c’è nessuna questione del sesso.
– A me parrebbe di sì.
– Hai fatto sesso?
– Oggi?
– …
– Scusa. Sì, certo.
– Ecco, allora non c’è nessuna questione del sesso. Ai tempi degli uomini di cromagnon c’era una questione del sesso. Quei poveretti seguivano degli istinti, ma non avevano esperienza pratica. Hanno cercato di riprodursi con le orecchie, con gli alluci, con i gomiti. A volte penso che sia un miracolo che siate arrivati a questo punto.
– Posso fare presente che parlare dell’uomo di Cromagon ribalta tutto quello che c’è scritto sulla Bibbia?
– Stiamo parlando di propaganda?
– No. Cioè non lo so, dimmelo tu.
Gesù respira a fondo e ci pensa un pò su.
– Non è che ho tutto il giorno, però, giusto per la cronaca: certo che c’è stato l’uomo di Cromagnon. C’è stato anche la prima forma di vita unicellulare che si è trascinata per le pozze e si è lentamente evoluta.
– Ma la Bibbia, allora?
– Siamo qui, no? Mi stai vedendo con i tuoi occhi.
– Parrebbe.
– Quindi anche la Bibbia ha un suo fondamento. Certo, non proprio tuttotuttotutto, eh? Però, in linea generale…
– In cosa non è affidabile?
– A parte le evidenti lacune nel campo della riproduzione?
– A parte quello, diciamo.
– Qualcosa qua e là. Gli apostoli celibi, io che faccio rialzare Lazzaro da morto e non perché non ne sia capace, ma solo perché stava in coma, mica era morto.
– L’hai svegliato dal coma?
– Sì.
– Come mai?
– Avevo cominciato da poco e mi stavo allenando con le cose facili.
– Capisco.
– E poi qualche altra cosa, del tipo gli angeli che sono mille volte mille. Ti pare che non avremmo detto diecimila? Oppure questa vaga sessuofobia sparsa per tutta la Bibbia.
– Sbagliata?
– Io adoro le donne. Nel senso che sono un grande fan delle donne. Fosse per me darei alle donne anche la gestione del Paradiso, ma poi chi lo sente più Pietro?
– Di sotto non sono proprio di questa idea.
– Lo so, lo so.
– Perché Dio o tu non vi presentate in Vaticano e fate due chiacchiere con il Papa? Gli dite una roba del genere “Senti, Benedetto, mi fa piacere che tu sia diventato Papa, ma ci sono un paio di cose che devi sapere”.
– Ti racconto una cosa: una volta papà mi guarda e fa “Ascolta, sarebbe il caso di andare giù a spiegargli che forse non hanno capito bene alcuni passaggi”. Io concordo, ma vista com’è andata l’ultima volta capirai che non intendevo mica ritornare tra di voi, quindi propongo di mandarci un santo e la scelta cade sul buon Paolo.
– Perché proprio lui?
– Abbiamo fatto decidere agli abitanti del cielo tramite voto con il cellulare. Tipo reality show.
– Oh mio Dio.
– Ci si diverte come può. Comunque, Paolo scende di sotto e si perde, perché, diciamocelo, non ha un grande senso dell’orientamento. E mentre è lì che cerca la strada, si ferma in un giardino e prende la sua mappa e il pennarello con il quale segnare il percorso.
– Una mappa e un pennarello. Tu mi prendi in giro.
– Erano gli anni ’80, ancora non avevamo i navigatori satellitari. Non si è mai chiarito bene cosa è successo, ci sono diverse teorie. So solo che dopo cinque minuti nel giardino, dove alloggiava la statua della Madonna, dagli occhi di pietra della Vergine Maria c’erano delle lacrime di sangue.
– La Madonna di Civitavecchia!
– Esattamente. Qualcuno sostiene che Paolo abbia fatto apposta di macchiarla con il pennarello, altri dicono che è stato un errore. Qualcuno sostiene che ci sia dietro un tentativo di destabilizzare la Chiesa, mentre secondo qualcuno è stata mia madre a incaricare Paolo di farlo, perché riteneva che la statua non gli rendesse giustizia. Fatto sta che, con il casino che è venuto su, nessuno di noi se l’è sentita di venire tra di voi a dire qualsiasi cosa.

(continua)

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2 Risposte to “After Zen /3”

  1. capricorn Says:

    …. Ho quasi paura di chiedere che successe esattamente a Mejourgorie allora -_-”

  2. After Zen /4 « The Real Zen Says:

    […] After Zen /4 By therealzen (continua /3) […]

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