After Zen /2

(continua /1)

– Il singhiozzo?
Guardo Gesù perplesso, mentre lui annuisce e alza gli occhi al cielo.
– Il singhiozzo – ripeto.
– Già. Il singhiozzo.
Gesù è seduto dietro una scrivania, in una stanza senza pareti e senza soffitto. Come faccio a sapere che è una stanza non lo so.
– E’ una stanza – dice lui.
Dimentico sempre che i miei pensieri si sentono come se parlassi.
– Quelli di tutti – specifica lui.
Sulla scrivania di Gesù c’è un computer, una pila di fogli e una piantina che lui stava annaffiando, al mio arrivo.
E una targhetta con su scritto: Gesù.
– Un pò ridondante, no? – chiedo, guardandola.
– Mah. Non si sa mai.
– Vuoi dire che qualcuno non ti riconosce?
A vederlo Gesù è proprio come nelle scritture: biondo, con i capelli lunghi, la barba curata. E una specie di tunica bianca, pure lui.
– Posso sapere perché non indossate dei vestiti comuni?
Lui scrolla le spalle, mentre legge la mia scheda.
– Tecnicamente parlando si andava in giro tutti nudi.
– Nudi?
– Completamente. Niente mutande.
– E perché non…cioè…perché cavolo la tunica?
– Non c’è niente di più imbarazzante di un Paradiso pieno di spiriti con un’erezione.

– In effetti – ammetto.
– E poi se pensi che tutte le donne che sono qui siano Bettie Page, ti sbagli di grosso.
Ho l’improvviso flash di una signora settantenne e sovrappeso in fila dietro di me, quando sono arrivato qui.
– Ma perché le tuniche? Voglio dire, perché non un paio di jeans, una maglietta…non lo so…una felpa.
– Abbiamo comprato una serie di rotoli giganteschi, metri e metri di tessuto bianco da un paradiso di qualche culto pagano che stava chiudendo. E allora, sai, puoi sfruttarlo. A meno di non volere costruire aquiloni per almeno trenta secoli.
– Aquiloni?
– Bè non è che ci sono tante opzioni per del telo bianco, no? A meno di non fare le vele. Ma potrai capire anche tu come qui sopra non è che si facciano poi tante regate.
– Direi di no.
– Ecco.
– Quindi tuniche.
Gesù mette giù la mia pratica e annuisce.
– E poi sai che problemi a lavare dei vestiti? Quante lavatrici ci vorrebbero? Quante stiratrici?
– Dovete lavarle?
– Se non vuoi che il fulgido Paradiso sia invaso da zozzoni…
– E, così, giusto per sapere, non dovreste essere in grado di fare sì che nessuno si sporchi mai più?
– Non è che possiamo pensare a tutto, eh? C’è un sacco di roba da fare.
Non dico altro e guardo la mia cartella.
– Che poi – continua lui, – non è che sia tutto perfetto, eh?
– In che senso?
– Nel senso che, per esempio, ci sono dei punti deboli, delle falle, anche qui, nonostante tutto.
– Del tipo?
– Del tipo i server che oggi non andavano. O il sempiterno problema della pupù dei cani in giro per il Paradiso.
Sospiro. Sta diventando tutto assurdo, ma non posso fare a meno di chiedere.
– Pupù dei cani?
– Certo. Anche i cani muoiono.
– E arrivano qui?
– Se sono stati cani buoni.
– Ci sono cani cattivi?
– Un paio. Fanno i molossi al piano di sotto.
– OK. Diciamo.
– E tu esci da qui e vai a farti due passi e, ciac!, pesti la pupù di cane.
– Succede perché i padroni non la puliscono quando li portano a spasso?
Annuisce, serafico.
– E di questo non parlate, nelle vostre riunioni condominiali?
– Sì, certo che ne parliamo. Ma sai, sono di quelle cose che tutti dicono “sì, è vero”, ma poi trovalo quello che si china a raccoglierla.
Si stiracchia un pò, mentre io guardo la sua poltrona. Sarà di pelle umana?
– Vitello – spiega.
– Questa cosa del pensiero è seccante.
– Oh senti: stai in Paradiso, non sei all’Inferno, direi che qualcosa potrai pure accettarlo senza fare storie, no?
– Sì, immagino di sì.
– Ecco.
– Però esco di casa e schiaccio una cacca di cane. Non è mica bello.
– Ci sono problemi un pò ovunque, no? Capita anche sulla Terra.
– Sì, ma si suppone che lì non ci vivi…cioè…il grande capo.
– Chi?
– Dio?
– Ah Lui.
– Sì, lui.
– No: Lui.
– Non afferro la sfumatura.
– Perché non la vedi scritta.
– Tu la vedi scritta?
– Io la vedo in ogni modo. Sono pur sempre il figlio di Dio.
– Immagino abbia i suoi vantaggi.
– Quando non ti picchiano e crocifiggono, qualcuno, sì – sorride e si china dietro la scrivania.
Lo vedo aprire uno sportellino e armeggiare con qualcosa, poi riemerge con una bottiglietta.
– Succo d’arancia?
– Bevi succo d’arancia?
– Bevo di tutto.
– No, grazie.
Lui apre la bottiglietta e beve una lunga sorsata.
– Mi dicevi?
– Dicevo che sono un pò perplesso dal fatto che ci siano queste…chiamamole “imperfezioni”. I server, i vestiti, le erezioni, la cacca.
– Che vuoi farci, nessuno è perfetto.
– E’ qui il punto: ma tuo padre, cioè Dio, non dovrebbe essere perfetto?
Beve un sorso di succo e poi alza gli occhi verso l’alto, pensieroso. Poi mi guarda, le labbra strette, come se stesse cercando le parole giuste.
– Lo è.
– Lo è?
– Certo. Solo che c’è qualcosa che non va per il verso giusto.
– Scusa, non voglio assolutamente contraddirti, per carità: ma se anche in Paradiso c’è la cacca di cane, qualche errore lo avrà fatto, no?
– Naaa. Non lo chiamerei errore. Lo chiamerei “libero arbitrio”.
– Libero arbitrio?
– Sì. Avete la possibilità di tenere i vostri cani, dopo che sono passati tra i più, e voi dovete solo raccogliere la popò. Ma non lo fate.
Rimango in silenzio per qualche istante, guardando Gesù che sorseggia il suo succo, tranquillo.
– Anche questa cosa del libero arbitrio è un pò una fregatura.
– E’ vero. Ma a Lui piace così e io non vedo perché non accontentarlo. Alla fin fine non è che ha molte pretese.
– Lo vedrò?
– No, non credo.
Rimango in silenzio, sconvolto.
– No, nel senso che non è qui, non nel senso che tu non potrai stare qui – si affretta ad aggiungere lui.
– Va bene – sono stranamente sollevato.
– Poi c’è la storia del singhiozzo.
– Il singhiozzo?

(continua…)

Annunci

Tag: , ,

5 Risposte to “After Zen /2”

  1. Tomo Says:

    Ti ruberò qualche battuta, statt’ accort! 😀

  2. Sting Says:

    Oh, Jesus!
    Ma lo sai che la storia “prende”, neh?
    E poi mi intriga la faccenda della perfezione, del libero arbitrio, ci si potrebbe imbastire una discussione filisofica di 6 giorni e il 7mo a riposare ma,… non credo che basti la birra.
    Vai così!

  3. capricorn Says:

    Aspetta un momento….

    Allora non c’è destino? Cioé tipo, voglio dire ho il libero arbitrio?

    E continuo a pestare merde di cane??

    MA QUANTO SARO’ STRONZO??

  4. Ripley Says:

    Sigh…

  5. After Zen /3 « The Real Zen Says:

    […] After Zen /3 By therealzen (continua /2) […]

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: