Alla fine della galassia (molto, molto lontana)

Guerre Stellari è, di norma, riconosciuto come una delle pietre miliari del cinema, della fantascienza e del fantastico. Sui motivi ce ne sarebbero dirversi: la bellezza della storia, dei personaggi, le basi mitologiche da cui attinge, l’influenza dei grandi maestri della letteratura e del cinema.
Uno dei motivi per cui, tra le altre cose, Guerre Stellari è diventato quello che è, è stato il tempo.
Con Il ritorno dello Jedi, nel 1983, si chiude la trilogia e lascia i fan affamati. Ne vorrebbero ancora e ancora e ancora. Del resto, quando hai un’intera galassia da usare e non sei uno scrittore che può usufruire delle appendici, quanto materiale potenzialmente bellissimo hai, in tuo possesso?

Poi per oltre vent’anni niente di niente. Tralasciando la letteratura, su cui mi soffermerò dopo, e i videogiochi, con Guerre Stellari il cinema sembrava avere chiuso. L’unica forma in cui si riproponeva ai fans era l’infinita serie di nuove versioni che uscivano: per la prima volta in VHS, con l’immagine ripulita, in versione speciale, in versione speciale 16:9, ogni volta doveva essere l’ultima occasione per poter godere della trilogia a casa propria – e noi fan boccaloni a cascarci ogni volta. Che, con il senno di poi e l’avvento di Internet ti viene da chiederti: come ho fatto a crederci? Vuoi che non ci fosse uno che poi riversava in formato digitale e poi metteva nel peer to peer? A parziale discolpa al periodo non sapevamo cosa sarebbe accaduto anni dopo.
Nel 1999 esce la cosidetta nuova trilogia e Guerre Stellari torna a essere un fenomeno di costume. E riescono i DVD. E riesce la versione speciale. E riesce la versione masterizzata con pezzi cambiati. E riesce la versione classica cinematografica. Ed esce la prima stagione del cartone Clone Wars. E poi la seconda stagione. E poi il secondo episodio della nuova trilogia e il terzo.
Poi vengono annunciati una serie a cartoni animati e una live action.
E improvvisamente di Guerre Stellari uno non ne può pure più.
Quando c’erano tre film, la saga è sopravvissuta al suo mito grazie al tempo, all’immaginario e alle teorie di ogni fan su come certe cose fossero avvenute. Perché Anakin diventa Darth Vader? Chi è l’Imperatore? Cosa ci fa Obi Wan su Tatooine? Cosa sono i Quoti? Chi era il nano verde prima di andare a vivere su Dagobah?
Sia chiaro: qualcosa di incrinato c’era già allora. Tra i fan c’era chi odiava Il ritorno dello Jedi e chi, invece, lo difendeva. Chi odiava gli Ewoks e chi li trovava teneri. Una versione mini dello scontro tra detrattori e difensori della Nuova Trilogia. Le discussioni, tuttavia, erano più pacate rispetto a ora, ma qui entra in campo il fattore Internet e la discutibile libertà di cui si ritiene proprietario chiunque entri in un forum.
Ma l’amore per Guerre Stellari, quello era intatto.
Cosa è cambiato?
E’ cambiato che da una trilogia ci siamo trovati ad averne due. Poi dei cartoni. E altri progetti annunciati. E’ successo che, alla fine, abbiamo assistito alla banalizzazione di Guerre Stellari.
Accennavo alla letteratura, prima. A un certo punto la macchina produttiva di George Lucas ha messo in campo una serie di romanzi legati al mondo filmico. Accolti con grande clamore e risultando un enorme successo, la cosa è proseguita. Banalmente, appunto. Ogni storia è legata indissolubilmente a qualche personaggio dei film: Luke, Han, Leia, Lando, i due droidi. Poi, quando si deve proporre qualcosa di nuovo, saltano fuori i figli, i nipoti, mogli, amanti, nani e ballerine. Come posso stare a emozionarmi davanti a Luke e Han che salvano la galassia dalla ventesima arma di distruzione totale globale? Perché, se devo introdurre un ammiraglio donna di ciò che resta dell’Impero, devo per forza farne l’amante del Gran Moff Tarkin? Non ha forse diritto a una sua dignità ed essere dove sta senza legami a nomi famosi?
Romanzo dopo romanzo, la costruzione si è fatta veppiù scialba e scontata. I colpi di scena assolutamente prevedibili – chi potrebbe mai pensare che uno dei figli Jedi di Han e Leia possa passare al Lato Oscuro? Oh! Brivido, terrore, raccapriccio! – e alla fine, in fin dei conti, si perdono anche per strada tutte le trame dei personaggi.
Quando si fantasticava su una serie televisiva sulla Saga, sulla falsariga di Star Trek, molti rabbrividivano. Si parlava di trekkizzazione di Star Wars, del rischio che, al centesimo episodio, subentrasse la noia.
Tutto questo mi è tornato in mente quando, una settimana fa, guardavo al cinema Clone Wars che altro non è, se non i primi tre episodi della serie in arrivo, appiccicati insieme per reggere la durata cinematografica. Sono sempre lì: Obi Wan, Anakin, Yoda, Dooku, Asajii Ventress, i droidi, Amidala. L’aggiunta di una insopportabile padawan. E mentre guardo Obi Wan in pericolo, mi chiedo: e dovrei temere per la sua vita, quando so che sarà in Episodio 3? E ormai cosa hanno da mostrarmi i cavalieri Jedi che non abbia già visto tante, troppe volte tra film, fumetti e videogames?
Era così difficile usare qualcun altro? Mostrarci altre facce, raccontarci altre storie?
Probabilmente lo era, ma mentre pensavo questo, la storia, i personaggi e l’intreccio mi sono passati attraverso senza lasciare traccia di niente di epocale, a fine visione.
George Lucas è riuscito in qualcosa che non si pensava possibile: ha banalizzato Guerre Stellari, rendendolo persino noioso. Mi ha più divertito vedere dei bambini scorrazzare con la spada laser in giro per il cinema, che il cartone animato.
E’ un pò come la fine di tutte le belle storie d’amore e fa molto male.

Però c’è anche un lieto fine, in fondo.
E’ cominciata la quarta stagione di How I met your mother e, incredibile a dirsi, proprio su Guerre Stellari si basa. Uno dei protagonisti cerca di farlo vedere alla persona amata e di convincerla ad amare la pellicola quanto la ama lui. Ecco, quando ho visto la sua faccia, quando ho sentito come cercava di convincerla, quando ho assistito sullo spassoso dialogo sugli Wookie, mi sono ricordato perché amo così tanto la vecchia trilogia di Guerre Stellari. Ed è qualcosa che nessun regista di Modesto riuscirà a togliermi di dosso, per fortuna. Se vi siete riconosciuti in ciò che ho scritto qui sopra, fatevi il favore di guardare l’episodio. E poi tutti a riguardare Una nuova speranza.

Annunci

5 Risposte to “Alla fine della galassia (molto, molto lontana)”

  1. Kabuki Says:

    Beh… come al solito è stato piacevole leggere ciò che scrivi. E soprattutto, come lo scrivi (no, non intendevo con la tastiera del pc…).

    Ma tutta l’ossatura del tuo discorso si può racchiudere in una frase che potrebbe esser detta da un George Lucas qualunque che abbia a che fare col merchandising profittevole di S.W.:
    “Mi ‘mporta ‘na sega dei fan affettuosi. A me mi frega di morto di velli che comprano gli zaini pei figlioli, o i cioccolatini di cacao amaro al 99% a forma di morte nera (cacchio… quasi quasi li brevetto).

    Poi, se a te ‘un ti va più di compra’ artri DVD d’edizione speciale in blurai, chissenefrega. Tanto te hai già dato: di sicuro c’hai varcosa nella tu’ videoteca.”

    Ah… e poi non dimenticarti che c’hai anche un tappo da coca cola proveniente direttamente dal Giappone, con sopra il – se non sbaglio – elefante azzurro (!) che suona il piano…

  2. Raflesia Says:

    Non a caso, Ted cerca di far apprezzare a Stella Guerre Stellari – A new hope, non una di quelle tre cose uscite dal 1999 in poi -_-”

  3. Tie Pilot Says:

    Sono totalmente in empatia con te,Zen.Ormai sono sopra la soglia di sopportazione di marchettate commerciali.

  4. Rudy Says:

    come non quotare TUTTO il monologo?
    ieri sera mi sono trovato a cena con amici ed è saltato fuori il discorso guerre stellari.
    le cose dette, almeno a livello di concetto, sono le stesse espresse sopra…peccato che siano state dette male a causa del vino .-)

  5. agegiofilm Says:

    Sono un novizio di Star wars: ho iniziato a guardarlo dal primo episodio, il più brutto, poi sono venuti quelli della prima trilogia, visti a 30 anni, pensate voi….Ogni anno chiedo ad un mio collega appassionato della prima trilogia se apprezza l’ultima trovata di marketing di Lucas: naturale, non gli pongo così la cosa, ma alla fine si arriva sempre a parlare dei soldoni che fa il regista. L’unica cosa che voglio sentire a proposito di Star wars è che Spielberg ne faccia un’altra trilogia, un sogno, una forzatura, una bestemmia, non so…
    Ho trovato questo post tramite Google blog. Il film in questione è nella mia Top 100, e da lì sono partito per trovare partecipanti al Torneo dei film. Basta una playlist dei 10 film che ritieni i migliori di sempre. A dicembre si parte da un tabellone, a scontro diretto. La pagina del mio blog dedicata al Torneo è qui: http://gegio.wordpress.com/il-torneo-dei-film/ Se vuoi invece solo lasciare la tua playlist quo c’è il form: http://spreadsheets.google.com/embeddedform?key=p8mk30RmJiA3OFsJjj_9HTQ

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: