Topolino non ha fissa dimora

Una cosa che è stata sempre riconosciuta ai fumetti Marvel è la continuity. L’Uomo Ragno oggi bacia Mary Jane e nel prossimo numero è bello barzotto e pronto per il petting.
Mister Fantastic questa puntata evade le tasse, tra dieci numeri si trova il fisco in casa.
I fumetti Disney non hanno tutto questo. Non che manchi completamente, ci sono tutta una serie di personaggi ricorrenti che a volte ritornano, riallacciandosi a puntate precedenti – penso alla saga della “Spada di Ghiaccio” di Topolino, per dire – e creando un minimo di continuità, ma questo elemento manca nelle sue infinite sfacettature e nei minimi particolari. Paperino oggi mangia i broccoli, mentre domani gli faranno schifo. Pippo vede i draghi e combatte accanto ai maghi, ma si rifiuta di credere alla magia, se Nocciola cerca di convincerlo. Paperoga a volte è intelligentissimo, a volte è uno strafatto di crack.
Si potrebbe obiettare che il pubblico a cui è diretto Topolino non presta attenzione a queste cose. O che non è richiesta. Ma ammetto di averla sempre trovata straniante, che mi pare impensabile che la Numero 1, il corvo di Amelia e poche altre cose siano le uniche costanti di una letteratura ultradecennale.
Di più, portando un pò all’estremo questo ragionamento mi viene da pensare che non conosciamo il vero Topolino o il vero Paperino, trannè che per i loro lati archetipici – il coraggio del primo, la pigrizia e l’irascibilità del secondo. Sono entrambe figure che non è possibile inquadrare a pieno, visto la mancanza di punti di riferimento costanti. Il che, forse, è l’ideale per figure che sono più mitologiche che semplicemente narrative.

P. S. Ovviamente Lupigi è invitato a correggermi, nel caso sbagliassi.

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8 Risposte to “Topolino non ha fissa dimora”

  1. lupigi Says:

    Sbagliassi, sei fermo agli anni 70.

    Negli anni 70-80 c’erano su Topolino molte storie estere, dove certi personaggi e certe continuity sono assenti (potrei fare tanti esempi, ma soprassiederò). Questo comporta tra l’altro che alcuni personaggi abbiamo caratteri un po’ diversi (nelle storie italiane – per dire – Paperino è sfortunato, all’estero Paperino non è sfortunato ma ha la tendenza all’autodistruzione).

    In generale gli episodi di Topolino sono “a somma zero”, cioè finiscono nello stesso stato in cui erano iniziati. Non è sempre così, e molti autori portano avanti alcune blande continuity (l’ha fatto moltissimo Scarpa, per esempio). Questo accade anche con Dylan Dog, per dire. Sono episodi a somma zero, e presi nel loro insieme sono del tutto implausibili (quante donne ha avuto in 259 numeri più speciali il vecchio Dylan? Quante versioni diverse del mito dei vampiri ha incontrato?). Ovviamente più autori diversi lavorano sullo stesso personaggio più aumentano queste incongruenze.
    La più vistosa è ovviamente quella che Paperone abbia partecipato alla corsa all’oro nel Klondike e che oggi viva nel 2008. Don Rosa ha provato a confrontarsi con questi problemi e per questo ha ambientato tutte le sue storie negli anni 50-60. Questa cosa però è improponibile per i lettori odierni italiani di Topolino (bambini 6-10), i cui genitori negli anni 50 non erano ancora nati, quindi si glissa sulle date precise e pace.
    Del resto Qui Quo e Qua hanno 8 anni dagli anni 40…

    E’ vero che autori diversi hanno cifre stilistiche diverse, per cui quando fa comodo Paperino è ghiotto di ciambelle, e quando fa comodo magari è allergico. Del resto definire tratti caratteriali troppo precisi è un limite enorme visto il numero si storie prodotte ogni anno in tutto il mondo.
    Ma questo se vogliamo è anche abbastanza nello spirito disneyano, per cui i personaggi sono a tutti gli effetti degli _attori_ e non delle persone.
    E’ il motivo per cui Topolino & co compaiono in parodie, universi paralleli eccetera.

  2. therealzen Says:

    Quindi stiamo dicendo la stessa cosa. 😛

    Zen

  3. Kabuki Says:

    Scusate… ma perchè farsi tutte ‘ste seg*e mentali???
    Non c’è cosa più bella di leggersi una storia di topolino, magari mentre si è seduti sulla tazza del cesso.
    Senza chiedersi perchè e percome…
    Questo discorso mi riporta ad un articolo di giornale che voleve necessariamente inquadrare i personaggi disney in poltica: paperone=Forza Italia; Paperino=Rif. Com.; Gastone=AN e così via…
    Ma per favore!!!

    Orpo… ora che ci penso… Paperino è proprio sfigato… ora non c’ha nemmeno più rappresentanza in parlamento…

  4. therealzen Says:

    A parte che Paperino è DS e Paperoga è dei Radicali…
    No, era così. Pour parler. E il ragionamento mi è venuto proprio sul cesso. 😀

  5. Capricorn Says:

    Voi avete troppo tempo libero…
    TUTTI voi…. -_-”’

  6. Garion Says:

    E’ fondamentalmente il problema della distanza, prima queste “idee” le esponeva a una sola persona, ora ne beneficiano tutti 😀

  7. capricorn Says:

    @Garion: Gelosone 😛

  8. medusa Says:

    è vero!!!!!!!!
    senza contare che ora sono pure politically correct!
    quando ero piccina, quiquoqua eran dei teppisti delinquentelli e paperino ogni poco li susinava col battipanni (e infatti ogni tre/quattro vignette qi nipotini erano col culetto rosso!)
    ora invece sono bravissimi, buonissimi, intelligentissimi.. praticamente odiosi!!!!

I commenti sono chiusi.


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