31 film / 21

Mystic River (Clint Eastwood, 2003)

La storia di Mystic River potrebbe essere capitata a tutti noi. Non basta il fatto che parta da un caso di pedofilia per poter essere considerata diversa, difficile, lontano dalla nostra vita. Perché la storia di Mystic River parla di come un solo avvenimento possa cambiare la vita di molti. Di come la tegola che cade sul tizio accanto a noi, cambi la vita di entrambi, in un modo o nell’altro.
E’ cambiata la vita di Dave (un ottimo Tim Robbins) che diventa strano, si iscrive allo stesso college dei suoi violentatori, diventa un atleta nella sua squadra di baseball, ma resta strano. E i traumi subiti lo perseguiteranno per sempre (com’è normale), rendendolo alla fine un omicida disperato.
E’ cambiata la vita di Jimmy (e che ve lo dico a fare quanto è bravo Sean Penn?) che diventa un boss di mezza tacca, in fin dei conti seguendo la strada di cui forse c’erano già i semi in gioventù.
E’ cambiata la vita di Sean (Kevin Bacon, mai abbastanza sfruttato a dovere, dal cinema odierno), che diventa un polizitto, forse proprio per risposta al rapimento del suo amico Dave.


La vita li ha divisi, come capita tra amici di infanzia, ma li riunisce attraverso un altro crimine (quello della figlia di Jimmy) che li farà ripiombare nei ricordi di quel pomeriggio disgraziato. Quando due pedofili rapirono uno dei tre e ne abusarono ripetutamente.
Un altro fatto mi ha colpito profondamente, in Mystic River: il fatto che nella scelta dei rapitori su quale ragazzino prendere e portare via, sia pesato un fatto assolutamente casuale. I tre interrogano i ragazzi su dove vivano e davanti al fatto che due di essi vivono nei palazzi circostanti, prendono Dave, che vive in un altro quartiere, con la scusa di riportarlo a casa. L’indirizzo è stato ciò che ha cambiato per sempre la vita di tre persone, che ne sarebbe stato di Jimmy o Sean, se fosse toccato a loro?
E infine: la vita dei tre bambini, così come l’avevano conosciuta, si spegne in quel pomeriggio, in quella strada. I tre bambini che erano Dave, Jimmy e Sean, si fermano lì. E tre persone diverse proseguono lungo la strada della vita, cambiate per sempre.
Un pò come accade a tutti noi, prima o poi.

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Una Risposta to “31 film / 21”

  1. Erebel Says:

    Indubbiamente la tua critica è la cosa più intelligente di questo film. 😀
    Nel senso che ci hai messo del tuo e lo hai reso profondo, speciale, e questo è bello. Ma il film (il regista) a me ha trasmesso ben altro: noia.
    Ha un ritmo pallosissimo, le battute e i tempi sono volutamente lenti e vacui, e questo l’ho trovato insopportabile. Tim Robbins, che normalmente adoro, in questo film sembra un cerebroleso: si esprime solo con lo sguardo perso e non basta assolutamente a dare spessore al suo personaggio. Sean Penn, sì, ok, è bravo, ma qui praticamente si incazza e basta. Per dirla tutta: sono diretti malissimo questi attori in questo film. Malissimo.
    E aggiungo una fastidiosa sensazione di dejà vu, che alla fine ho compreso: questo film è una pallida imitazione del capolavoro “The sleepers”. Nei temi, nella “morale”, nella casualità di cui parli tu Zen, nella profondità di tutti i personaggi, persino di quelli più collaterali.

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