Ellappapa…

Ratzinger non va alla Sapienza. La Sapienza non ospiterà Ratzinger.
Ci sarebbe solo da esserne felici. O forse no.

Partiamo da un presupposto importante: non ho molta simpatia per la Chiesa. Si sa, non è un mistero.
Non è che ce l’ho con Dio. Tutt’altro. Dal basso del mio essere così poco cattolico, ho un grande rispetto per il Signore, ovunque egli sia. Sono convinto che ci guarda e si fa un sacco di risate, il vecchio, ma che ci vuole bene. O non avrebbe inventato Marvin Gaye.
Ma io e la Chiesa non andiamo tanto d’accordo.
Tuttavia, e so che suona strano detto da me, io avrei fatto parlare Ratzinger alla Sapienza. Non avrei fatto proteste. Non avrei aperto bocca.
Perché?
Perché è suo diritto farlo. Lo hanno invitato, ha accettato, doveva poter parlare. Per dire, magari, quelle cose che mi danno sempre tanto fastidio, tipo che è contro l’aborto e che devo smettere di infilarmi il preservativo, che finirò all’Inferno. Ma doveva poterlo dire.
Non capisco perché non potesse farlo, del resto. Perché è il Papa? Perché stava nella casa dei ricercatori, di uomini di scienza che non hanno tempo per i misteri della Fede, perché stanno cercando la cura per il cancro o di capire perché la fetta di pane cade sempre dalla parte del burro?
Ecco, questo non lo capisco. Sono ricercatori. Sono uomini che vivono studiando, scoprendo, allargando gli orizzonti. Propri e della scienza. Lasciare che il Santo Padre esponga la sua serie di concetti su come va la vita, l’universo e tutto quanto il resto non avrebbe alla fine arrecato nessun danno. Tappargli la bocca, per contro, li porta allo stesso livello dell’uomo che hanno zittito. Li rende intolleranti e ciechi.
Ed è questo, il vero peccato di tutta questa storia tristanzuola. Che persone che dovrebbero essere dotate di quella apertura mentale e di quella lucidità che manca a un cattolico ortodosso fino al midollo, si sono dimostrate cieche quanto lui.
Un’altra nota, però, credo che vada fatta presente. Basta fare un giro qui sopra e farsi un’idea di quello che è sotto i nostri occhi tutti i giorni. “Bella forza – dirà qualcuno, – sono radicali”. Ma attacchiamoci ai puri dati. Si sta dicendo una cosa ben precisa: dall’aprile 2005 al gennaio 2008 il Vaticano, nella persona del Papa o di qualche rappresentante della Chiesa, ha occupato 26 ore e 35 minuti di Tg1. Un valore che supera ampiamente quello del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica, tanto per dirne due.
Ricordo un episodio curioso, di qualche anno fa. Quando Giovanni Paolo II° ha lasciato questa terra per andare nel Valhalla a cavalcare nei verdi pascoli del cielo (cfr. Don Zauker) qui in Italia c’è stato l’abominio del “santo subito” e dell’album di figurine e degli speciali pure su MTV. Io sono stato in Belgio, in quei giorni. Belgio. Nazione cattolica, eh? Mica l’Iran. Della morte del Papa non ne parlava nessuno. C’erano ragazzi italiani, tra cui mio fratello, che ignoravano completamente cosa stesse succedendo a casa loro, del delirio a cui si era arrivati. I DVD con la storia del Papa, tanto per dire. Manco Marilyn Manson.
La Chiesa, in Italia, è perenemmente in onda. E’ sui giornali. E’ sui rotocalchi. Non c’è argomento che non tocchi, non c’è argomento su cui non metta bocca. Dalla nostra sessualità all’aborto; da chi votare a cosa deve andare in televisione. Siamo l’unico paese al mondo in cui viene permessa una cosa del genere. E siamo un paese, ipoteticamente, laico. Ma un paese laico dove ogni corrente politica ci tiene ad avere voti di cittadini cristiani. Dove la Chiesa, ancora una volta, può tranquillamente mettere bocca, perché non solo gli è permesso, ma è quasi scontato che succeda.
La reazione della gente della Sapienza è anche una reazione a una sovraesposizione mediatica di un organo che dovrebbe imparare a non mettere bocca su certi argomenti. Ma non perché non sia giusto o loro diritto farlo – contradirrei quanto detto in apertura -, ma semplicemente perché non è mai stato capace di farlo senza apparire autoritaria, minacciosa. Incapace di fare sembrare la propria parola come punto di vista e non imposizione. Chiusa nelle proprie motivazioni.
E’ vero che il Signore mi ha dato Marvin Gaye, ma non è che loro possano vivere di rendita del lavoro altrui, per questo.

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6 Risposte to “Ellappapa…”

  1. egalmon Says:

    La chiesa non si deve intromettere MAI nelle questioni di scienza, pena l’incapacità di fare passi che porterebbero alla nostra nazione benessere. Mi sono scocciato di sentir dire da un ecclesiastico cosa può o non può fare il ricercatore.
    Ratzinger, alla Sapienza, avrebbe detto le solite cose che dice all’angelus. E’ vero che non avrebbe cambiato le idee degli uomini di scienza, ma è anche vero che, finchè lui dirà che è proibito usare embrioni per la ricerca sulle staminali (per esempio), lo Stato spenderà sempre poco nella ricerca e quindi nella ricchezza di un paese.
    Si devono fare i fatti loro!

  2. Tomo Says:

    Sulla questione ormai si è detto tutto e il contrario di tutto (soprattutto il contrario, dato che nessuno ha censurato il papa, come hanno fatto credere abilmente, povero martire incompreso). C’è da dire che il problema sta all’origine: invitare il papa all’inaugurazione dell’anno alla Sapienza è semplicemente un ossimoro. Punto.

  3. erebel Says:

    Io difendo strenuamente la libertà di parola. E’ l’unica cosa che può salvarci dall’estremismo e dall’ortodossia. Da una parte e dall’altra.

  4. Eowyn Says:

    Che altro dire… hai già detto tutto. Sono completamente d’accordo, su tutta la linea (meno che su Marvin Gaye :P).

  5. Kabuki Says:

    Quote: E’ vero che il Signore mi ha dato Marvin Gaye, ma non è che loro possano vivere di rendita del lavoro altrui, per questo.

    Ecco perchè vengo sempre a leggere questo blog…

  6. sciencerepublic Says:

    Secondo me, la Chiesa ha tutto il diritto di dire la sua su certi argomenti.
    Il fatto che ci si trovi in uno Stato laico implicherebbe, più che altro, per me, non impedire al Papa o chi per lui di metter bocca su sessualità e ricerca, ma piuttosto far sì che lo Stato decida in materia in modo indipendente da quanto dicano i vertici ecclesiastici. Poi, ci possono essere convergenze di vedute – che ne so, contrarietà alla pena di morte e rifiuto della guerra, per dire – ma devono essere convergenze “fortuite,” emerse in situazioni e da contesti assai diversi.
    Il Papa ha tutto il diritto di dire di non usare staminali embrionali per la ricerca (è il suo lavoro); lo Stato deve legiferare però in modo indipendente. L’errore italiano, quindi, a mio modo di vedere, è nel volersi accaparrare ipocriticamente e schifosamente i voti dell’elettorato cattolico a destra e sinistra facendo finta di ascoltare la Chiesa su quel che gli pare…

I commenti sono chiusi.


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