31 film / 17

Pierino contro tutti (1981; Mario Girolami)
Doveva pur succedere, alla fine. Quindici film e via; dopo aver parlato di pellicole che piacciono a (quasi) tutti, tiro fuori il pezzo da novanta che, ne sono certo, non incontrerà gli stessi applausi, a parte quelli di poche persone (ciao Tomo! Ciao Ripley!).
Partiamo da un presupposto importante – che tanto lo so che state andando a mirare tutti su quello: perché Pierino sì e i Transformers no?
Semplice: perché Pierino, che ci crediate o no, è un film girato da gente che ci crede. Da persone che hanno scritto, interpretato e diretto qualcosa che ritenevano divertente. Attenzione: non ho mai detto che non sia volgare, né che – in taluni momenti – sia squallido. Dico solo che è stato fatto, mi si passi il concetto, con il cuore e la voglia di fare ridere le persone. In seguito al grosso successo della pellicola, verranno prodotti altri film di Pierino, senza Vitali, con personaggi incolore e fatti per puro calcolo. Quando Vitali tornerà a vestire i panni del discolo ormai l’ondata avrà prosciugato l’interesse del pubblico e la pellicola non andrà bene – tra l’altro bellissima la locandina, con Vitali davanti alla lavagna, sulla quale c’è scritto: “Il vero Pierino sono io. Tutti gli altri so fiji de… “.
Si può non ridere, vedendo Vitali? Certo che si può. Si può restarne scandalizzati o disgustati? Sì, sicuramente. E’ questione di gusti personali, come sempre. Ma non ho timore di dire che Pierino rappresenta un cinema semplice, innamorato del cinema stesso, che aveva voglia di divertire il pubblico e di farlo uscire contento dalle sale. Non c’era merchandising, dietro. Non c’erano giocattoli e videogiochi da vendere, né un filone da portare avanti o una sponsorizzazione da guadagnarsi. Non si pensava a cosa avrebbe esaltato maggiormente il ragazzino che vive di videoclip, ma solo se una battuta era effettivamente divertente.
“Lo sai che differenza c’è tra un arrosto bruciato e una donna incinta? Nessuna. In entrambi i casi bastava tirarlo fuori un attimo prima.”. Non vi fa ridere? Lo capisco. Però è stata detta come va detta. Dietro non c’è un pensiero logico; c’è solo l’amore per la battuta. E questo rende un film del genere degno di essere visto – e rivisto, se siete dei malati come me.

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4 Risposte to “31 film / 17”

  1. Ripley Says:

    Evviva Pierinoooo! 😀

  2. Tomo Says:

    Lunga vita al Re!

    Aggiungo che, forse forse forse, il secondo Pierino gli è addirittura superiore con tutta la deriva in collegio a Grosseto. 😀
    Il terzo è fiacco, ma ha il cameriere con il parkinson che è ineguagliabile. Forse solo Andy Serkis con le tecniche digitali riuscirebbe (in parte, ma anche no) a emularlo.

    Tomo

    P.S.: sul merchandising: quanto vorrei il cappello di Pierino. Altro che Guru e Baci & Abbracci…

  3. erebel Says:

    Non c’è il merchandising perché è arrivato dopo. 😛
    Non credo riuscirei mai a vederlo tutto questo film. Vitali mi fa venire l’orticaria, ora come allora.

  4. bravoleader Says:

    Il film è un capolavoro. riguardo la battuta, ora non ricordo ma siam sicuri che non fosse
    “O sai che differenza c’è tra n’arrosto bruciato e ‘na donna incinta? Nessuna. In entrambi i casi bastava tirallo fori n’attimo prima.”. 😀
    Bella Zen

I commenti sono chiusi.


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