Seattle?

Bella lettera di una studentessa americana che vive a Bologna, in questi giorni di baraccone mediatico su Meredith. La trovate qui.

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11 Risposte to “Seattle?”

  1. Raflesia Says:

    Qui, dove? O_o’

  2. therealzen Says:

    Ehm…corretto il link. 😛

    Zen

  3. Federico_BL Says:

    Mi dispiace per questa sua situazione di disagio in casa nostra. Al solito si fa di tutta l’erba un fascio con ‘sti poveri studenti. Certo è che ovunque vai è così. In norvegia noi eravamo i mafiosi, spaghetti, pizza ecc ecc

    F

  4. Eowyn Says:

    Se la incontrassi io questa studentessa e lei mi dicesse che è di Seattle, le risponderei: “Ahh, si si si! See-att-tole! Of course, ‘The 4400’! Fico!” 😀

  5. SallyBrown Says:

    ma dai, amanda è di seattle? pensavo fosse inglese! lo sfogo di questa ragazza mi da un po’ sui nervi: e noi italiani cosa dovremmo dire? piza, mafia, spaghetti … come dice il buon BL.

    di seattle mi piacciono tante cose e sicuramente la visiterò un giorno, nonostante sia la città di grey’s anatomy … -_-‘

  6. capricorn_ tm Says:

    Concordo con Sally.

    Non mi pare una grande novità che si viva di stereotipi, le categorie sono piu’ facili perché non devi impegnarti a comprendre una persona una volta che l’hai classificata come Italiana (mafiosa e pizzara), spagnola (festaiola e un po puttana), francese ( arrogante e puzzolente d’aglio), tedesca ( nazista e scopa in culo) eccetera.

    Io qui a Bruxelles mi sento regolarmente rifiutare dai colleghi il piacere di incontrare le loro mogli, perché sono italiano per cui, sicuramente, gliele scoperei la sera stessa.

    Ora, grazie per la fiducia, ma non credo proprio ^_^

  7. erebel Says:

    Bruxelles è una delle città più brutte che abbia mai visto, e i belgi sono innegabilmente un terribile connubio fra i francesi (odiosi) e i tedeschi (rigidi). Condoglianze, Capricorn. 😉
    Ora, a parte queste verità assolute, lasciamo perdere le generalizzazioni, o meglio, prendiamole per quello che sono: parole.
    Ho lavorato un anno circondata da colleghe giovani americane, e ad eccezione di una (che era per l’appunto eccezionale), le altre si guardavano bene dall’allontanarsi non solo dal proprio stereotipo USA ma anche dal giudicare l’Italia secondo il loro. Difficilissimo far loro cambiare idea o quanto meno aprire gli occhi a una realtà che è notoriamente più variegata di come ce la dipingiamo.
    Ci sono alcuni aspetti culturali che sono sicuramente diversi nei vari paesi. La gente è quindi diversa, qui o lì. Poi però ci sono le persone, ed è tutto un altro discorso.

  8. Eowyn Says:

    Anch’io son d’accordo con Sally.
    E io allora che dovrei dire, che se vado all’estero sono la solita italiana pizza-mafia etc etc, mentre se vado in Italia sono la solita toscana co’a-‘ola-‘on-la-‘annuccia-‘orta? E se poi dico che vengo da Prato, spesso mi sento rispondere con la battutina simpatica “ah, da Prato? Strano, eppure non sembri cinese….” -_-‘
    Le etichette e gli stereotipi esistono, che ci piaccia o no, basta solo dal loro la giusta importanza e riuscire ad andare oltre.

  9. Tie Pilot Says:

    Io penso di essere il solo italiano che all’estero tutti prendono per yankee o al massimo (ultimamente pero’ piu’ di frequente) per inglese.In Germania ero “the Fbi one” l’ultima volta…

  10. capricorn Says:

    @Erebel Fiamminghi prego, sono già abbastanza incazzosi così.

    Che poi Erebel, io e Zen siamo mezzi tedeschi con me che tendo ala parte più crucca della famiglia e ti assicuro che di rigidità non se ne parla quasi ( no NON se ne parla ho detto, le battute oscene un altra volta!)

    Hai visto come è facile? Eccoti in un altro luogo comune.

    Per il resto ( Bruxelles) De gustibus, ma se torni te la faccio rivisitare io e sono convinto di farti cambiare idea 😉

  11. erebel Says:

    @Capricorn

    Anche io ho ascendenze crucche, più che altro svizzere e ungheresi, anzi yiddish. E sono decisamente più organizzata e rigida di altri. 😀
    Se poi pensi che avendo fatto una scuola spagnola all’università tutti mi chiamavano “la spagnola” (=__=), e io chiamavo gli altri “voi italiani” di rimando…tiriamo le somme. La gente generalizza.

    Per Bruxelles ti saprò dire, purtroppo per lavoro mi tocca andarci “spesso”! Una faccia amica non sarebbe male, in mezzo ai terrificanti colleghi…

I commenti sono chiusi.


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