Tu dov’eri?

Ero a casa di Garion. Guardavamo Ally McBeal. Era un periodo della mia vita strano, ma positivo. Avevo cambiato facoltà e avevo cominciato a macinare esami, per quanto lo scritto di francese mi desse qualche difficoltà.
Guardavamo Ally McBeal perché, autonomamente, era cominciato questo strano rituale secondo il quale io passavo da lui, guardavamo la puntata del pomeriggio insieme, poi io andavo a studiare in facoltà.
Non quel pomeriggio del 2001.


Mentre mi sto preparando per varcare la soglia, Garion cambia canale e finisce su Rete 4. Vedo una delle due Torri Gemelle in fiamme e qualcuno parlava di un incidente, di un aereo schiantatosi contro. Dopo pochissimo tempo, credo neanche un minuto, neppure il tempo di abituarsi alle immagini, il fiato non ha avuto ancora la possibilità di sibilare tra polmoni e naso, un secondo aereo si è schiantato contro la seconda torre.
Da lì in poi è storia. Prima è stata la mia storia personale. Per quelli della mia generazione è lo stesso della bomba di Hiroshima. Dell’omicidio di Kennedy. Sperando che la generazione successiva alla mia non debba avere un ricordo uguale, che la simbolizzi.
Non sono andato a studiare, quel giorno. Mi sono seduto davanti alla televisione e ho cercato di capire cosa fosse successo. Ho fatto fantapolitica. Ho pensato all’Air Force One in volo e mi sono detto: “Ora hanno fatto tutto questo per tirare giù lui”.
L’Air Force One non è caduto. Io sono rimasto davanti alla TV per ore, fino a quando non mi sono addormentato con ancora negli occhi lo spettacolo tremendo di persone disperate che si buttano giù dalle torri in fiamme, cercando la salvezza o, forse, semplicemente la fine di quell’orrore.

Annunci

13 Risposte to “Tu dov’eri?”

  1. thecapricorntm Says:

    Ho passato la sera di quel giorno a spedire email.

    All’epoca avevo parecchi corrispondenti negli US e passai la sera a cercare di contattarli per veder che nessuno si fosse fatto male.

    Era un po’ buffo, perché uno non pensa a quanto possa essere grande l’America e che al fatto che se uno vive a Washington vuol dire che è come se vivesse a Catanzaro da te che stai a Milano.

    Ma quel giorno non importava.

    Il mondo era collassato in quei due ruderi in fiamme ed era diventato piccolo, piccolo e buio.

    E tutto a un tratto, eravamo soli.

  2. erebel Says:

    Io ero in un ufficio, in una riunione con una nostra cliente.
    Mia madre mi chiama, per dirmi che è successo qualcosa di brutto, ma non le do molta importanza (è pur sempre mia madre che esagera e drammatizza qualsiasi cosa). Poi il mio capo scende a prendere qualcosa per tutti al bar, e torna su sconvolto. Dice di aver visto delle riprese con un secondo aereo che si schiantava sulle Torri. E a un certo punto a Roma tutto tace, non si sentono quasi le macchine. Come dopo un attentato.
    Il mio capo fa “Vuoi scommettere che è stato quell’arabo là? Quello con un mucchio di soldi! Come si chiama…Bin Laden!!”.
    Io fino a quel momento non avevo mai sentito questo nome.
    Torno a casa prima, e con mio padre guardiamo atterriti la tv, per ore.

  3. Rabè Says:

    Ero in macchina, sulla Brennero all’altezza di Rovereto, stavo tornando a Milano con mio padre (mia madre sull’altrra macchina un entinaio di emtri più indietro). Ad un certo punto, non so cosa m’è preso (forse un brivido), ho fatto una cosa che non faccio mai: ho tolto la cassetta che stavamo ascoltando e ho cercato un radiogiornale. Erano le 3 del pomeriggio.
    Più tardi nella zona di Solferino abbiamo visto in tv in un bar il crollo.

  4. Micra Says:

    Io ero in Germania con la mia classe e stavamo visitando delle vecchie case tipiche. Eravamo appena usciti da una di queste casette e il mio compagno Cippo riceve una chiamata dalla sua ragazza che è in Italia. Lo sentiamo confabulare confuso per qualche minuto. Mette giù il telefono e ci guarda.

    “Ragazzi sono cadute le torri gemelle”
    “Cippo piantala, ma ti sembra una cosa su cui scherzare?!?”

    Ma Cippo non reagisce come ci aspettiamo tutti, non inizia a ridere e a fare lo scemo. Insiste che Francesca, la sua ragazza, gli ha detto proprio questo. E noi non sappiamo che pensare. Iniziano le priem chiamate a acsa. Mia madre mi risponde al cellulare ma non è a casa in quel momento e non sa niente. Ma è scioccata dalla mia domanda “Ma mamam è successo qualcosa in America?” che mi dice che mi richiamerà più tardi e corre a casa.

    Intanto alcuni compagni ricevono le prime conferme che non è affatto uno scherzo idiota. E’ tutto dannatamente vero ma a noi non lo sembra affatto e non riusciamo a crederci. Tutti insieme ci dirigiamo verso un internet point ma internet è lento, molto lento perchè tutto il mondo sta cercando notizie a riguardo. Dobbiamo attendere la sera per vedere le prime immagini ma anche così per noi è irreale perchè il telecronista parla tedesco e non è una lingua autorevole per noi, lo abbiamo studiato certo am nno comprendiamo tutto quello che sta dicendo.

    Il tutto per me, e penso anche per i miei compagni, diventa infine reale quando torniamo a casa dopo tre giorni e vediamo i tg nazionali, vediamo lo schianto, vediamo il fuoco e le persone che si buttano dalle finestre. Diventa tutto così reale quando senti la voce registrata di una persona che chiama a casa per dire che ama il proprio marito perchè sa benissimo che sta per morire… e io ho i brividi, tutt’ora al solo ripensarci.

    Questo post si ripropone ogni anni da sei anni e ogni anno non vorrei farlo ma poi penso sembre che è bene ricordare. Non mi importa se è stato Bin Laden o se Bush era d’accordo. A me importa solo ricordare, perchè quel giorno sono morte molte persone e se adesso tutti noi cerchiamo di dimenticare sarà come se loro non fossero esistiti.

  5. BL Says:

    lo ricordo come se fosse ieri. Ero a casa, squilla il telefono. Era nonna che ci diceva che la vigna era andata a fuoco. Esco di casa, prendo la kangoo e mi reco a sant’angelo romano. Arrivo alla vigna ma i pompieri avevao già spento tutto. Risalgo in macchina e accendo la radio. Iniziano i telegiornali. Si parla di un incidente aereo, all’ora si pensava fosse un incidente. Arrivo a casa e si schianta il secondo aereo. Poco dopo il primo crollo. poi il secondo e da li tutto il giorno davanti la tv. La sera sono uscito con degli amici della chat del vecchio canale #caciara di mirc.

    F

  6. Tie Pilot Says:

    Io ricordo chiaramente che rientrai da squola come al solito,e accesi il telegiornale.Inizialmente,quando si penso’ all’incidente,ricordo distintamente che pensai “Cazzo che sfiga quei poveracci la’ sopra”.Poi dopo il secondo annuncio,cambiai idea,e mi resi conto che finalmente gli americani si erano resi conto di non essere invulnerabili,e da una parte ero contento per questo,dall’altra ero scosso dalle vittime dell’attentato.
    Oggi sono quasi completamente convinto che fosse parte di un piano architettato dalla CIA.

  7. Tomo Says:

    Sarei curioso di fare un giro su dei blog a caso e fare una conta di quante persone stanno scrivendo il loro “io dov’ero”. E, tra l’altro, stavo appunto per farlo anch’io, perchè è una cosa di cui tutti cercano di parlare appena possibile, probabilmente perchè non riusciamo ancora a convincerci davvero che sia accaduto.

  8. medusa Says:

    ero in casa, stavo facendo un solitario a carte (vere) mentre mio padre col solito zapping e finisce su rete4.
    e mentre ancora mi domandavo come fosse potuta succedere una cosa del genere, ci vediamo in diretta il replay.
    quel pomeriggio è passato in una confusione mentale totale: ero troppo presa tra capire, cercare di sapere, e correre a scrivere email a tutti i miei amici. per sapere cosa fosse successo: se sapevano qualcosa di più, o almeno i motivi di questa guerra.
    e l’orrore di quel pomeriggio non finiva più. non so se erano più terrificanti
    i corpi flosci che volavano da quegli squarci tra vetri e lamiere o le torri che s’accasciavano nella polvere.

  9. egalmon Says:

    io ero in sardegna, a casa che studiavo. mio zio sale su dall’ufficio e mi chiede di accendere la tv. “è successo qualcosa a new york, ma non ho capito bene…” non finisce la frase perchè viene interrotto dalle immagini e dalle urla delle persone che corrono terrorizzate. poi vedo il fumo sulle due torri e le fiamme. “un’incendio?” chiedo. “no, leggi in basso!” mi consiglia. la scoperta che due aerei si erano schiantati sullo stesso edificio, a pochissimo tempo l’uno dall’altro, non mi fece pensare che da quel giorno le cose sarebbero cambiate per tutti.
    Le 3000 persone morte in pochi attimi scatenarono una guerra, perchè questo è, che in tutti questi anni ha fatto ben più di 3000 vittime innocenti. una guerra che io e tanti altri reputiamo mossa nei soli interessi economici dell’america per il petrolio che abbonda in afghanistan.
    qualcuno ha detto che Bush e la CIA siano parte del piano terroristico dell’ 11/9. se fosse davvero questa la verità? se Tie pilot avesse ragione?
    la cosa che mi indigna e che lo abbiano rieletto. salvo eventuali brogli.

  10. Emilz Says:

    Il 2001 fu un anno un pò particolare, complicato, sia nella sfera privata che in quella sociale, alla quale non possiamo dissociarci.
    La macchina del potere faceva affari in quel di Genova, mentre sulle strade; la lotta tra polizia e i manifestanti, quelli pacifici mal menati alla stessa maniera di quelli non pacifici, arrivava al culmine, portando dietro di sè, un morto e tanto orrore.
    La quiete dei successivi mesi venne scossa da questo evento, ancor più enfatizzato dalla macchina televisiva, onnipresente nel suo far vedere gli eventi, soprattutto in diretta, meglio se catastrofici.
    Mi resi presto conto di quanto fosse, di quanto è tutt’ora forte il mezzo “TV”.
    Eppure in Africa ci sono state tragedie altrettanto feroci, come in Cambogia e altre parti del mondo. Eppure quando gli Stati Uniti sono stati attaccati, il mondo ha avuto un sussulto. Tutti si sentivano coinvolti in quella tragedia, almeno quelli che avevano un televisore, probabilmente.
    Molti, in quel periodo, si sentivano davvero Americani, forse perchè tragedie di questo genere abbattono i confini del mondo.
    Il mio 11 Settembre 2001 fu alquanto tranquillo. Ero in casa con mio fratello. Abbiamo parlato, giocato, ma mai acceso la Tv. Fino a quando non rientrarono a casa i miei genitori.
    Mio padre disse: Non avete sentito niente?
    Noi: No. Perchè?
    Mio padre: Ma dove vivete? Sta per scoppiare la terza guerra mondiale!
    (Mio padre lo dice in tutte le occasioni, anche durante la guerra del golfo, del Kosovo, ecc.ecc.)
    Beh, da quel momento in poi accesi anche io la Tv fino a notte inoltrata.
    Bush stava già bombardando l’Afghanistan e la guerra contro il terrorismo non era che all’inizio.
    Come ha detto giustamente Tiziano Terzani, un grandissimo giornalista, l’11 Settembre fu “un’occasione speciale” per poter veramente cambiare. Eppure l’abbiamo sprecata ancora una volta, nella vendetta e nell’odio…

  11. heikenovalis Says:

    Non è che voglio fare sempre la voce fuori dal coro, ma io l’11 settembre di quell’anno ero a Roma a spassarmela \u.u/

  12. Kabuki Says:

    Vabbè, dico dove ero anche io…
    In ufficio, con la radio accesa in sottofondo.
    Dato che il volume era bassissimo e la radio era accanto a me, fui l’unico a capire cosa diceva il radiogiornale in edizione straordinaria.
    In quel momento la mia collega entra nella stanza dicendo: “Era l’aereo su cui ho volato la settimana scorsa…”
    Era infatti stata contatta dal marito qualche secondo prima, memori del recente viaggio negli USA.

    Se non fosse una notizia (che, a dispetto di tutti i commenti che si possano fare) tragica, potrei dire che forse a TiePilot è scappato una “squola” con la “q”…

  13. Tie Pilot Says:

    Ehm si si è vero,mi commisero e mi cospargo il capo di cenere…

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: