Elton John è un marchettaro

La commemorazione della morte di Lady D mi ha lasciato perplesso. Ho in casa una persona che l’ammirava e l’ha sempre amata molto. Discorso, questo, legato al fatto che incarnava l’ultima grande principessa, come quelle delle fiabe – e le va meglio di quella del Giappone, che per mesi le hanno fatto le pulci perché non riusciva a restare incinta. Roba che sembrava una vacca da monta.


Io non ho mai avuto particolari opinioni su Diana Spencer. Anzi, riformulo: ne avevo qualcuna pessima – le sue spese in fatto di abbigliamento e cosmesi – e alcune buone – checché se ne dica è stata lei a sdoganare l’impegno dei cosidetti vip in materia di beneficienza.
Però, contemporaneamente, non ho mai compreso l’isteria che ha seguito la sua morte. Tanto meno l’isteria degli inglesi.
E’ morta, è stata una tragedia, ci mancherebbe. Ma la mitizzazione della sua figura mi è sempre stata un pò indigesta – come quasi tutte le mitizzazioni, da Jim Morrison passando per Capitan America e arrivando a Padre Pio – perché dietro, di solito, c’è un giro d’affari micidiale.
Magliette, CD, libri e quant’altro, hanno reso la morte di Lady Diana – occhio che sto finendo i nomi, tra un pò passo ai titoli nobiliari – qualcosa che andava oltre ciò che ha fatto, per trasformarsi in una questione di marketing. Pur riconoscendo che sì, ha portato avanti molti buoni progetti e delle ottime opere buone  e che diamine sì, era pure un pò ‘na zoccola, l’unica cosa che credo manchi per chiudere la storia di Diana sia il chiuderla. Lasciarla morta. Ricordare chi era, ma non sventolarla davanti agli occhi del mondo ogni 31 Agosto, con tutto il triste corredo dietro – le corna del marito, le sue corna, l’odio della Regina, il tunnel, Al Fayed, la tremenda versione di “Candle in the wind” fatta solo per lei…
Non si sta tenendo in vita il suo ricordo. Si sta tenendo in vita il suo marchio. Non si sta combattendo perché il suo – eventuale – buon esempio non svanisca nel nulla. Si sta lottando perché il giro d’affari che ormai si è impossessato del suo nome non si affievolisca. Il che, diciamocelo, è il modo peggiore per rendere omaggio a una persona che, si dice, fosse splendida e preziosa e vicina al popolo.

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Una Risposta to “Elton John è un marchettaro”

  1. SallyBrown Says:

    D’accordissimo!

I commenti sono chiusi.


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