Buddy buddy story

Esiste, ne sono sicuro, un percorso che segue determinati sentieri, quando si stringe un’amicizia. Qualcosa che tocca dei punti di interesse comune, il fascino di un carattere, il divertimento dato da una battuta o da un senso dell’umorismo particolare.
A volte ci si mette un pò, a ingranare. A volte si ingrana subito e una nuova conoscenza è come un bicchiere d’acqua fresca quando fuori ci sono 40°.
Poi ci sono le volte in cui non si ingrana per nulla.
E le volte in cui si ingrana poco, ma senti che il sentiero sarebbe tutto in discesa. Ma non va.
Rapporti strani. Sui quali, quando ti concentri, ti dai da fare, senti che potrebbero funzionare, che potrebbero diventare qualcosa di importante, qualcosa di serio, qualcosa di duraturo. Ma, per l’appunto, richiedono impegno costante, tampinamenti, ricerche dell’altra metà, adattarsi a caratteri strani e imprevedibili.
Succede che uno non abbia voglia di farlo. Perché c’è tutto un mondo che richiede la nostra attenzione: lavoro, famiglia, amici – quelli arrivati prima – , casini, buone e cattive notizie…
Poi capita che, alle 5 del mattino, leggi due righe su Internet e ti accorgi che quel rapporto a metà è ancora lì, appeso. E, magari, che non senti quella persona da tanto tempo e che ti manca, stranamente. Magari ti accorgi che ti faceva piacere chiacchierarci. Che era, appunto, strana, ma a suo modo affascinante. O affascinante proprio perché strana. O perché non rispecchia nessuna delle persone che hai frequentato – e frequenti – solitamente.
E allora chiami? Non sempre. A volte no. A volte ti riprometti di farlo e poi non lo fai. E, dopo qualche mese, rileggi qualcosa, ti rifai le stesse annotazioni e il tuo rapporto rimane sempre appeso a metà.
Fino alle cinque del mattino successive.

Annunci

5 Risposte to “Buddy buddy story”

  1. Lupigi Says:

    Mettiamola così: se chiami alle 5 del mattino, molto probabilmente l’amicizia la perdi e il problema non si pone più. 🙂

  2. rosasophia Says:

    sono approdata sul tuo blog e devo concordare con il tuo pesiero

  3. Baccador Says:

    Ho un paio di amicizie che stazionano – come dici tu – nel limbo dell’indefinitezza. Troppo importanti per essere definite conoscenze. Ma allo stesso tempo le sento saltuariamente e sono all’oscuro di intere parti della mia vita.
    All’inizio ci stavo sulle spine, ma da quando ho imparato ad apprezzarle per quello che sono, senza forzarle, sono diventate un gran conforto. Perchè comunque esistono.
    Roberta

  4. Cla Says:

    Toh guarda un po’ chi parla di telefonate! =p
    Un bacio,bimbo.

  5. SallyBrown Says:

    D’accordissimo con Baccador … piantala di farti le seghe mentali! 😛

    PS: scherzo, anch’io ogni tanto faccio pensieri del genere, ma come dce la donzella, bisogna imparare a vivere le cose per quello che sono e godersele finché durano.

    bacioni!

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: