Tempi migliori

– La mia serata non è andata molto meglio, sai?- disse all’improvviso.
– No? E come mai?
– Io e Pietro abbiamo litigato.
– Oh, mi dispiace. Posso chiederti il motivo?
Non so perché, ma avevo l’impressione che se avesse detto “era geloso di te” mi sarei sentito sul tetto del mondo. Ma ovviamente sapevo che la cosa era lontana anni luce dalla realtà.
– Questioni personali.- rispose secca.
– Scusa.- ribattei imbarazzato.
– No, intendevo dire che si tratta di sesso.
Botta.
– Ah capisco…beh…sì, succede a volte…
– E’ una stronzata, lo so. Ma insomma…a me sono venute le mestruazioni e lui voleva farlo e io no, perché quando mi vengono mi sento un vero casino. Sono tutta in subbuglio, mi sento come un calzino rivoltato, nervosa e tesa e mi sembra quasi di dover morire da un momento all’altro.
– Grazie a Dio non ho le mestruazioni.- commentai.
– Puoi dirlo. Voi uomini non capite cosa vuol dire.
– No, credo di no. Però ci sorbiamo i vostri malumori quando le avete.
– Sai cosa mi fa veramente incazzare di brutto? Quando fate un commento del tipo “sì, ma voi non vi dovete radere tutti i giorni”. Ma che vuol dire? Cioè vuoi mettere il fatto che stai sputando sangue con la rottura di doversi fare la barba? Ma che avete in testa?
Mi sentii preso nel mezzo di una discussione tra lei e il suo ragazzo. Solo che i suo ragazzo non era presente e io stavo subendo il suo ruolo, senza potermi permettere di controbattere.
– E poi cavolo…non sono una bambola gonfiabile. Si fa in due il sesso, no?- chiese.
Mi guardai intorno, qualche cliente del bar aveva lanciato uno sguardo verso il nostro tavolo, incuriosito dal tono di voce della mia interlocutrice che cominciava ad alzarsi.
– Beh sì, Lorena, si fa in due, ma potresti abbassare un po’ la voce?- chiesi implorante.
Lei si zittì e sbirciò intorno, poi bevve un po’ di cappuccino.
– Scusa. Comunque hai capito, no?
– Sì, sì, tutto chiaro. E come è finita? Avete fatto pace?
– Mmh… Non lo sento dall’altra sera.
– Tu sei tutta matta, io non lascerei mai succedere una cosa del genere. E’ fuori dal mondo.
– Noi lo facciamo spesso…Insomma, ogni volta che litighiamo passano due o tre giorni in cui ci teniamo il muso e poi lo richiamo.
– Io non ci riuscirei, sarebbero due giorni di inferno…
– Si vede che siamo diversi. A me fa bene, credo: mi rigenera.
– Ti rigenera?
– Intendo dire che con la distanza rinnovo il desiderio di vedere il mio ragazzo. Ho paura che se non fosse così, mi annoierei parecchio.
– Allora non ne sei innamorata.- sentenziai secco.
– No, certo che no. Ci mancherebbe altro.
Dovevo avere assunto l’espressione allibita che mi sentivo, perché Lorena scoppiò in una piccola risata, rovesciando un po’ di cappuccino sulla tovaglia.
– Ma che faccia fai? Sei assurdo!
– Scusa, non pensavo di essere io quello assurdo qui…- asciugai il tavolo con dei fazzoletti.
– Ti sembra tanto strano stare con qualcuno di cui non sei innamorata?
– Posso essere onesto? Mi sembra un’enorme stronzata.
– Perché? Siamo negli anni ’90, è normale, oserei dire che lo fanno tutti.
– Io non l’ho mai fatto.
– Lo so. Si vede, tu sei uno a posto, te l’ho detto. Probabilmente chiederai alla tua ragazza di sposarti in ginocchio, dopo che avrai ottenuto il permesso dei genitori o giù di lì…
Il commento non mi piacque, ma cercai di non darci peso.
– Ascoltami Lorena: vuoi fare del sesso? Allora comprendo il cercarsi un partner per la serata. Ma il dividere il proprio tempo con uno di cui non sei innamorato è qualcosa che va oltre le mie capacità.
– Mettiamola così: non voglio restare sola. E per questo cerco qualcuno.
– E non potresti attendere di trovare qualcuno di cui sei innamorata?
– Ma certo, è quello che sto facendo. Solo che nel frattempo non mi va di passare le sere senza qualcuno che mi porta fuori o mi fa compagnia.
– Chiama degli amici.
– Pensi che sia facile? Credi davvero che ci siano amici maschi che stanno con te perché gli piace la tua compagnia e non perché sperano di portarti a letto un giorno?
Ahia. Colpito in pieno.
– No, lo ammetto. Ma non è che, comportandoti come fai tu, scoraggi questa pratica da parte di noi maschietti.- feci notare.
Lei sorrise e rigirò il cucchiaio dentro la tazza:
– E’ vero, può essere. Forse hai ragione tu.
– Se domani ti chiamasse Pietro e ti lasciasse, tu ci soffriresti?
– Sì, certo che sì.
– Allora forse ne sei innamorata e non lo sai.
– No, quello no, ne sono sicura.
– E come fai ad esserne sicura?
– Perché lo so, lo sento. Come fai a dire che sei innamorato di qualcuno? Lo senti e basta.
– Sei mai stata innamorata?- chiesi curioso.
– Sì, una volta.
– Solo una?
– Sì. E’ strano anche questo?
– No, no, anzi…Ti fa onore. Deve essere stata una cosa molto bella.
– E’ stata bellissima. Ma poi mi sono sentita male. E ho pianto. E non ci tengo per il momento a riviverla. E sai una cosa?
– No, cosa?
– Con lui avrei fatto sesso anche se avevo le mestruazioni.

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7 Risposte to “Tempi migliori”

  1. Lupigi Says:

    Bravo. Bello. Clap. Clap.

  2. Tie Pilot Says:

    Bello e veritiero.Mi aggrego.Clap Clap Clap

  3. Rabè Says:

    wow.

  4. Micra Says:

    mooolto mooolto bello!

  5. Mag Says:

    Bello! 😀

  6. Erebel Says:

    Bravo Fab!! 🙂
    Poi mi spiegate perché se c’è un personaggio femminile stronzo, i lettori uomini dicono subito che è veritiero. E non viceversa. 😐

  7. therealzen Says:

    Beh se avessi scritto di un maschietto con le mestruazioni, non sarei stato tanto credibile, dai… 😀

    Zen

I commenti sono chiusi.


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