Pulp Wars

Ti chiama e dice: “Sto scrivendo un pezzo sulle nuove religioni.”.
Ahia. L’ho già capito.
Voi no. Voi non sapete di cosa cavolo sto parlando. E in effetti sono qui, in media res, e non mi faccio capire io per primo. Quindi, seguiamo la metodologia Quentin Tarantino.
Occhio che ora parte la scritta sovraimpressa su schermo nero.

1. The Force Incident
Qualche mese fa – per quanto mi renda conto che sia molto meno giornalistico, essere così vaghi – due aitanti giovanottoni sono andati a bussare alle porte dell’ONU chiedendo che la Forza venisse riconosciuta come religione.
La Forza. Quella di Guerre Stellari. Quella che unisce ogni cosa. Me, te, il sasso.
E lo vanno a chiedere a Kofi Annan. Il quale, giustamente, si sarà affrettato a lasciar cadere la questione israeliana, Al Qaeda e l’idraulico che a casa sua ancora non è passato per le tubature intasate per occuparsi della cosa.
Nel modo migliore.
Ha mandato il suo portavoce, Stephane Dujarric, a dire che “non è compito dell’ONU riconoscere le religioni. Con o senza le spade laser.”.
Probabilmente voleva dire: “Ammazzatevi, banda di pazzi”, ma non ha potuto.

2. Oggi.
Quindi mi chiama e mi dice: “Sto scrivendo un pezzo sulle nuove religioni.”
E sai che vuole questo. Vuole che tu gli dica che credi in un’unica Forza che governa la galassia. O che le vecchie superstizioni possono fare poco, contro un folgoratore al proprio fianco.
Il che – annunciaziò! – fa partire il secondo flashback tarantiniano.

3. Me, myself and Yoda
Ne conosco di persone che ci credono. O meglio: conosco dei ragazzini che ci sperano.
Sì, per un adolescente-o-poco-meno che vive in un buco di paese e che trova in Star Wars la sua passione, anche credere nella Forza è un’ipotesi accettabile. Non perché è stupido, ma perché fugge. E la via di fuga, si sa, spesso non la si sceglie, ma ci viene proposta. O quella o si resta dove si è.
Quindi sì. Se lancio l’amo, probabilmente, emergono dei ragazzi che alzano la mano urlando “Io! Io ci credo!”.
Ma non è quello che mi si chiede.
Mi si chiede di adulti maturi, consapevoli e consci di quello che stanno dicendo.

4. Oggi.
Di quelli non ne conosco, per fortuna.
O meglio: ho qualche dubbio su uno o due, ma non ho mai indagato e mi rendo conto che è una fortuna.
Ma ho qualche opinione in merito. E non la esprimo. Assolutamente.
E di questo ringrazio Thank you for smoking – rivisto giusto ieri sera – perché stavo finire come Nick Naylor, il protagonista. La giornalista è indubbiamente carina. E io mi stavo per lasciare andare in dichiarazioni sul fandom starwarsiano che credo mi avrebbero dato qualche problema, se virgolettati.
E poi dicono che i film non ci insegnano niente.

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2 Risposte to “Pulp Wars”

  1. Raflesia Says:

    Uh? Ti ha chiamato una giornalista per parlare della Forza come fosse una nuova religione???? o_O”’ E ha chiamato te???? o_O”””””

  2. Cla Says:

    Io!Io ci credo!
    Ci credo quando finisco in posti come lo Sw celebration europe e vedo tanta gente impazzita e ossessionata a livelli clinici,tutti li’ riuniti e uniti dalla Forza(di SW)per l’appunto.
    ma probabilmente è solo una delle mie tante vie di fuga!

I commenti sono chiusi.


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