It’s me against Giorgio Faletti

Il Festival della Letteratura di Gavoi, L’isola delle storie, è alla quarta stagione ed è diventato, pare, molto importante nel panorama italiano. La cosa era ben intuibile dall’afflusso di gente e, ancora di più, dagli ospiti. Tanti, alcuni decisamente famosi.
Mi reco in loco perché ho un amico che fa l’addetto stampa per la manifestazione e giudica che possa essere utile, per me, avventurarmi tra gli addetti al lavoro, che mi presenterà lui stesso.

Giorno 1 – Di quando Zen si imbuca alla cena esclusiva.
Gavoi, per chi non lo sapesse, è un delizioso paesino in mezzo ai monti. Roba che il nonno di Heidi si è rifiutato di viverci, per quanto è disperso. Ci arrivo dopo un tragitto che meriterebbe un post a parte – ma anche no… – e parcheggio l’auto. Decido di andare a vedere i punti di interesse della manifestazione che, mi immagino, saranno dentro una struttura tipo comune e/o scuola.
Illuso.
E’ tutto disperso in giro per Gavoi. Gavoi, lo ricordo, è su un monte. Uguale: scarpinata sotto il sole cocente e rischio di insolazione. Ricordo ancora la delirante strada per arrivare alla scuola del luogo, dove – dice il programma – i dintorni sono stati abbelliti con illustrazioni ispirate a Pippi Calzelunghe, uno dei miei libri culto. La strada sotto il sole cocente; i cadaveri di chi, prima di me, ha tentato l’impresa; le curve e curvette….quando sono arrivato mi sentivo Achile alla fine di una giornata di combattimenti. Con gli addominali? No, sudato fradicio.
A onor del vero c’è stato un meraviglioso scorcio delle montagne e la vegetazione e uno spaccato del lago che si intravedeva tra le rocce. Ma il caldo rovina qualsiasi attimo celebrativo.
La sera c’è la cena esclusiva per editori e autori, ci si entra solo su invito. Il mio contatto mi procura un pass per andarci; ma prima mi dirigo all’incontro con Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo sull’uscita del nuovo romanzo di quest’ultimo. A fine incontro mi metto in fila per fare autografare un libro di Lucarelli dall’autore per la mia Dolce Metà. Fatto questo mi sono fermato di lato per rimettere tutto nella busta che avevo, quando sento un commento.
“Però…c’è un sacco di gente anche oggi.”
Mi giro rispondendo: “Che vuole farci, qui in Sardegna una cosa del genere è rara.”.
Mi ritrovo davanti a Giorgio Faletti.
Ora, non so bene cosa è scattato, ma cercate di capirmi: io ci sono cresciuto con Giorgio Faletti. Del Drive In è uno dei pochi che ricordo con piacere. Per non parlare di quando faceva Emlio. Insomma, devo potergli dire quanto ho apprezzato il suo lavoro. E per farlo cosa di meglio di una battuta a effetto? Lo guardo ed esclamo: “Porco il mondo che c’ho sott’i piedi!”.
Faletti passa dalla sorpresa al fastidio al disgusto in mezzo secondo.
Me la do a gambe.
Alla cena a buffet è pieno di gente e chiacchiero a destra e a manca con persone che non so neanche chi siano. Ricordo un gigante con cui ho parlato in francese per mezz’ora e, quando gli ho chiesto in quale parte della Francia vivesse, mi ha risposto di essere Svedese.
Durante uno spostamento mi giro e urto qualcuno, rischiando di versargli addosso l’eccellente vino rosso che avevo nel mio bicchiere.
Era Giorgio Faletti. Tra me e lui non deve essere destino.
Preso atto che devo fare qualcosa per non sprecare la serata individuo una persona tra la folla. E’ una ragazza giovane, carina, l’ho vista nel pomeriggio durante l’incontro con due esordienti. Si chiama Mariolina e lavora – motivo per cui mi interesso a lei – nel cinema e nella televisione. Decido che lei sarà la mia preda della serata.
Mi aggiro nella sua zona e noto che mi nota – parevo un maniaco, vorrei pure vedere. Ci sorridiamo un paio di volte. Ottimo segno. Quando si alza per prendere una fetta di anguria, mi faccio avanti, inclino la testa come George Clooney, strizzo gli occhi come Richard Gere, faccio il mezzo sorriso beffardo di Colin Farrell, risultando un’incrocio tra Jerry Calà e Jimmy il Fenomeno.
“Venire in Sardegna e mangiare l’anguria è uno spreco.” – sentenzio.
Lei ride e indica vagamente tutto il bendidio sul tavolo.
“Ho già mangiato tutto il resto” – si giustifica, poi prende una fetta di anguria e torna a sedersi.
Io faccio un altro giro e poi mi ripresento in loco. Lei mi guarda. Io le indico un piatto di pasta. Lei scuote la testa. Le indico dell’affettato. Lei ride e scuote la testa.
E’ fatta.
Mi avvicino e cominciamo a parlare del più e del meno. Le racconto della gaffe di Faletti. Si crea un’ottima armonia tra noi. E’ il momento. Mi tamburello il dito sul petto e sorrido ancora come Colin.
“A proposito: io sono Fabrizio. Mariolina, giusto?”.
Lei sorride e scuote la testa: “No. Cecilia.”.
Avevo sbagliato persona.

Preso atto che di cinema non si sarebbe parlato e che non poteva essermi d’aiuto e che l’ottimo feeling nato poteva rischiosamente portare a qualcosa che la mia Dolce Metà non avrebbe apprezzato, le ho augurato buon appetito e me ne sono andato.
Nick Hornby mi aspettava all’incontro con i lettori.

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7 Risposte to “It’s me against Giorgio Faletti”

  1. Raflesia Says:

    Sono sempre più convinta che sia stato Chandler a ispirarsi a te 😀

  2. Erebel Says:

    AHAHAHAHA!! Dio, sei un grande!! DEVI fare lo scrittore comico!!! :DDDD

  3. Olympia Says:

    ahahah…dio mio che gaffona! sei un idolo.

  4. Capricorn Says:

    Mi spieghi perché queste stronzate nei tuoi libri non le scrivi mai?

    QUESTE VENDONO! IMBECILLE!

    Ma poi anche tu, adesso che se la tira da Patricia Cornwell gli vai a rifare Vito Catozzo?
    Dovevi girarti, sorridergli e poi guardare stupito e perplesso ai suoi piedi.
    Lui avrebbe cercato di capire e, non riuscendoci “Che c’é? Ho una scarpa slacciata?” E alché, fulmineo e avvoltoiesco ” No, mi scusi, è che mi chiedevo dove fosse il materasso”.

    ZAN ZAN!

  5. Garion Says:

    Inizio a sospettare che le clamorose figure di merda che facciamo di solito insieme non siano per niente merito mio…

  6. therealzen Says:

    @Capricorn: non ho capito la tua battuta.
    @Garion: aspirina effervescente. Dico solo questo.

    Zen

  7. Garion Says:

    Questo è un colpo basso…

I commenti sono chiusi.


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