Sangue nero/1

Non era difficile affatto.
La serratura si era aperta con la stessa facilità con la quale si sarebbe rollato una sigaretta, finita la serata. Il piccolo appartamento era arredato modestamente, come ci si poteva aspettare da una studentessa in affitto: pochi mobili basilari, vecchi e consunti, sopravvissuti a chi aveva affittato quel posto prima di lei; molti poster alle pareti, cantanti, ma soprattutto film. Il gusto della ragazza non era il suo: odiava Il Signore degli Anelli e non aveva mai potuto digerire Dirty Dancing. Si mosse con sicurezza, misurando la stanza con qualche rapida occhiata; trovò la posizione migliore per sistemarsi: dietro la libreria accanto all’ingresso. Si poggiò al muro e lanciò un’occhiata rapida alle costine dei libri: Kundera, Marquez, King, qualche Grisham, alcuni di Goethe. Fece una smorfia, la sola vista di “Cent’anni di solitudine” gli aveva fatto venire il nervoso, non essendo mai stato capace di arrivare oltre la decina di pagine.
Si passò una mano tra i capelli, guardò l’ora e sbadigliò. Mancavano pochi minuti e già non vedeva l’ora di andarsene: sentiva il bisogno di farsi una doccia, prima della sua partita in televisione. Il rumore della chiave che si infilava nella serratura risvegliò la sua attenzione, si appiattì contro la parete e sbirciò la porta che si apriva, mentre la sagoma di una ragazza non troppo alta, esile di corporatura, dai capelli mossi, lunghi fino alle spalle, varcava la soglia. Indossava una magliettina viola e questo lo fece trasalire: ogni volta che aveva affrontato un incarico con una vittima vestita di viola, qualcosa era andato storto. Strinse i denti e uscì silenziosamente dal suo riparo, mentre la vittima stava lanciando una borsetta sul divano, con uno sbuffo di insofferenza. Fu tutto in contemporanea: mentre la sua mano raggiungeva la pistola sotto la giacca, lei si voltò, trovandoselo davanti. Allungò il braccio e l’arma si fermò a pochi centimetri dal volto della ragazza. Era quello l’istante. Lei sbarrò gli occhi e lanciò un urletto strozzato. Lui non la sentì. In quel momento percepiva solo la pressione del suo dito sul grilletto della pistola. Tirò indietro il cane e lanciò un ultimo sguardo alla vittima, l’ultima di una lunga lista, una come tante. Poi un barlume di coscienza vide qualcosa che lui non vedeva: una lacrima, che rotolava lungo la guancia della ragazza, andando a fermarsi sotto il suo mento.

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7 Risposte to “Sangue nero/1”

  1. Micra Says:

    wow… oh mi è piaciuto un sacco sto racconto… continua vero?

  2. therealzen Says:

    Non lo so. La ammazza o no?

    Zen

  3. Raflesia Says:

    Sì sì, l’ammazza!!! 😀 😀 😀

  4. Raflesia Says:

    …poi arriva anche la polizia, la scientifica, un detective… vero??? 😛

  5. therealzen Says:

    Io ti devo staccare Fox Crime. 😛

    Zen

  6. Dama Arwen Says:

    Cacchio! Che suspance… continua!

  7. Sangue nero/2 « The Real Zen Says:

    […] Sangue nero/2 Parte 1 […]

I commenti sono chiusi.


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