Maggio 9, 2008 by therealzen
Nell’ora tarda, Abele decise di concedersi una sigaretta. Aspirò il fumo, godendosi il catrame che gli rotolava in bocca come fosse zucchero filato, trattenendolo più a lungo possibile, prima di lasciarlo andare. Intorno a lui c’era una marea di pazzi che faceva cose da pazzi. La Profetessa delle Sventure era ubriaca e si divertiva a fare divertire gli altri. Il Finto Demonio Grasso, per contro, faceva quello che meglio gli riusciva: imitava sé stesso che faceva il Finto Demonio Grasso.
- Dio, che gente - pensò Abele.
- Non siamo meglio di loro - lo riprese il suo doppio.
- Parla per te.
- Lo sto facendo.
Abele fece un vago gesto con la mano e spostò lo sguardo su Occhi Profondi, che ballava avvinghiata al suo ragazzo. Un vago sapore di curiosità mista a rimpianto si materializzò nella sua bocca, mentre dava ancora un tiro alla sigaretta.
- Potresti - si limitò a notare il suo doppio. - Sarebbe facile. Magari un pò dannoso, ma facile.
“Potrei?”, si chiese Abele. Forse sedurla non sarebbe stato difficile. Ma c’erano momenti in cui si ricordava il passato e non aveva voglia di riviverlo. La vita era più facile, adesso. Si stava impigrendo.
- Invecchiamo male - disse.
- Parla per te - rispose il suo doppio; lo sguardo fisso sulla Profetessa delle Sventure che scolava altro alcool direttamente dal collo della bottiglia.
Abele sorrise e gli passò la sigaretta. C’erano giorni un pò così, con il suo doppio; ma lui aveva la lucidità per farlo tornare con i piedi per terra, quando cominciava a perdere il senso delle cose.
- Le voglio troppo bene per farle una cosa simile - commentò, pensando a Occhi Profondi.
- Mi starai mica diventando mollaccione con l’età? - la voce del suo doppio era divertita, ma non sarcastica.
Abele si limitò a rilassarsi contro lo schienale, assaporando il fresco della notte e le risate intorno a lui. Dopo tutto cosa c’era di male, se per una volta si viveva nel modo più tranquillo?
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Maggio 6, 2008 by therealzen
Tornato al fronte.
Avrei materiale per i prossimi sei mesi, che probabilmente non metterò su per non imbarazzare persone che passano da queste parti, ma che hanno donato perle indimenticabili. Ho scoperto che le rotture tra fidanzati ti cancellano tante cose - non sono tornato single, tranquilli - ; che l’alcool ti fa mettere la lingua in posti impensati; che il pisano non è difficile da parlare; che tira veramente più un pelo di…fzzzzzz…carro di buoi; che gli affondi non erano validi e che sono aggressivo. Sono sfattissimo, ho arretrato di sonno e ora vado al lavoro.
Comunque è il mio compleanno, quindi se a qualcuno capita di farmi gli auguri non mi dispiaccio. Tiè.
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Aprile 30, 2008 by therealzen
…io vado.
Out fino a martedi 6.
Buona vita a tutti.
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Aprile 28, 2008 by therealzen
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Aprile 28, 2008 by therealzen
Zen: “Ora sto scrivendo un racconto lungo; un noir ambientato a Nuoro.”
Tomo: “Come si intitolerà? Nuoir?”
Adoro quel ragazzo.
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Aprile 27, 2008 by therealzen
Renato Carosone nasce a Napoli - perché checchè si possa dire o pensare, tanto bellissima musica italiana nasce a Napoli - e si diploma in pianoforte all’età di 17 anni. La svolta nella sua carriera musicale avviene con una tournè in Africa, dove viene ingaggiato come direttore d’orchestra e dove, successivamente, farà il pianista, prima di riassumere il ruolo precedente.
Il paese straniero e il contatto con altri stili musicali, influenzano pesantemente Carosone, che comincia a creare un suo stile personale. Al rientro in Italia, però, non è conosciuto, è un musicista come gli altri e quindi ricomincia la gavetta. Forma il Trio Carosone, ingaggiando Peter Van Wood alla chitarra - quello che poi diventerà una delle macchiette che Fazio riesumerà a “Quelli che il calcio” - e Gegè Di Giacomo, batterista e suo fedele compagno di avventure per gli anni a venire.
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Aprile 21, 2008 by therealzen
La mia Dolce Metà si è comprata la macchina. Oggi ha versato l’anticipo. Una Grande Punto taldeitali sulla quale non mi soffermo, che ne capisco poco e me ne interesso ancora meno.
Solo che è tutto il giorno che ride come una pazza isterica. Ora è qui in casa che gira per il salotto, tipo tossico in astinenza, e chiede a chiunque telefoni o passi su MSN se gli piace la Grande Punto.
Non più di un minuto fa ha fatto il gesto della D-Generation X a qualcuno di non ben precisato, poi si è fermata, si è guardata intorno e ha esclamato: “Vado a raccontarlo a mio zio!” ed è corsa fuori di casa.
Ecco, non so come andrà a finire tutto questo.
Ma se non dovessi postare più sapete perché e sappiate che vi ho voluto tanto bene.
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Aprile 20, 2008 by therealzen
“I comunisti cattolici, mangiano i bambini di Satana?” - Garion -
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Aprile 17, 2008 by therealzen
Come spendere il tempo, quando il clima ti tiene chiuso in casa. Lo si perde.
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Aprile 16, 2008 by therealzen
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